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	<description>Giornalismo 2.0: pensiero libero, redazione aperta! Open News.it è il nuovo portale dell&#039;informazione indipendente: economia, sport, cultura, attualità, tecnologia, moda, finanza e tanto altro in tempo reale.</description>
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		<title>5 minuti &#8211; Dracme, forbici e lauree albanesi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.silvano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Dracmaticamente Grecia La patria della logica e della democrazia di logico e democratico in questi mesi ha visto poco. In attesa delle confuse elezioni del mese prossimo ad Atene si paventa la possibilità di uscire dall’Euro. Il default iniziato all’inizio dell’anno, strascichio della crisi finanziaria del 2007, che aveva portato a dichiarare la bancarotta, [...]]]></description>
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<ol start="1">
<li><strong>Dracmaticamente Grecia</strong></li>
</ol>
<p>La patria della logica e della democrazia di logico e democratico in questi mesi ha visto poco. In attesa delle confuse elezioni del mese prossimo ad Atene si paventa la possibilità di uscire dall’Euro. Il default iniziato all’inizio dell’anno, strascichio della crisi finanziaria del 2007, che aveva portato a dichiarare la bancarotta, i negozi chiusi e la disoccupazione alle stelle, governi fantasma e imposizioni europee, potrebbero costringere la Grecia a tornare alla Dracma. La Germania si prepara. Bruxelles smentisce. Che sia l’inizio della fine del sogno europeo?</p>
<p>2.  <strong>Hollande mani di forbice</strong></p>
<p>Il 6 maggio Francoise Hollande ha giurato all’Eliseo. Ha creato il governo qualche giorno dopo e dei 34 ministri, 17, la metà sono  donne (vi ricordate le ‘quote rosa’ in Italia? Tanto fumo, zero arrosto). Il neopresidente Francese &#8211; neanche il tempo di fare il trasloco e spostare le chitarre di Carlà e gli sgabelli di Sarkò – ha tagliato del 30% il suo stipendio, quello dei ministri e dei sottosegretari. Non solo ma ha fatto firmare a tutti loro un ‘contratto’ dove questi promettono di risparmiare il più possibile sulle spese del ministero; la lista continua con una serie di ‘No’: conflitto di interessi,  ricevere regali sopra i 150 euro, doppi mandati, vacanze pagate. Come si fa a prendere la cittadinanza francese?</p>
<ol start="3">
<li><strong>Facebook a Wall Street</strong></li>
</ol>
<p>Se ne parlava da tempo e per Mark Zuckerberg &#8211; che per molti avrà sempre il volto di Jesse Eisenberg – con l’immancabile felpa con cappuccio ha visitato la sede di Nasdaq; la sua creatura si prepara ad entrare nel grande gioco della Borsa, con azioni che potrebbero toccare i 40 dollari. Zuckerberg deterrebbe il 25% delle azioni, per un valore di 25 miliardi. Calcolato il valore di un profilo sui 100 $, comprando tre azioni si diventerebbe, a logica, proprietari del proprio profilo. Il fatto interessante è come una cosa intangibile come un sito internet possa acquistare un valore vero, tangibile, cartaceo. (Quando penso all’informatica e alla borsa non posso che farmi venire in mente Forrest Gump, diventato milionario perché aveva investito in una fabbrica di frutta, la Apple).</p>
<p>4<strong>.   Laurea non c’è&#8230;</strong></p>
<p>Renzo, l’erede politico e figlio minore di Bossi – noto con il nome di Trota – ha detto che lui della laurea presa in Albania (ironia) trovata nella cassaforte della Lega non sapeva niente. Ma la notizia è stata coperta da problemi molto più grossi che potrebbero segnare per sempre (si spera) la fine del folkloristico partito indipendendista e xenofobo. La Lega Nord, un movimento nato per opporsi ai ‘ladri’ di Roma, ai ‘terroni’ che vivono alle spalle del nord industriale,  cade, e cade rubando, usando i finanziamenti pubblici per spese personali, paghette ai figli, lauree all’estero (3 anni in uno), ville, cene e alberghi. Ora si potrà dire ‘Padania ladrona’?</p>
<p>5<strong>.  La Croce di Saviano</strong></p>
<p>Si chiude ‘Quello che (non) ho’, la trasmissione di (discusso) successo di Fabio Fazio e Roberto Saviano. A prescindere dalle critiche al programma, definito tetro e noioso da giornalisti di mezza Italia, sono iniziati ad uscire articoli che hanno a che fare con lo ‘scrittore’ campano per altri motivi. Per esempio quello di un risarcimento chiesto da Saviano al <em>Corriere del Mezzogiorno</em> sul caso Croce. Succede così:  Saviano scrive che mentre la famiglia del filosofo napoletano veniva inghiottita dal terremoto del 1883 il padre gli disse’Offri a chi ti salva 100mila lire’. Benedetto Croce è l’unico della famiglia a salvarsi. <em>Il Corriere del Mezzogiorno</em> smentisce la notizia, non appare infatti in nessuno degli scritti del pensatore, e Saviano chiede al giornale 4,7 milioni di euro di risarcimento, una cifra altina, per essere stato &#8216;smentito&#8217;. Quello che (non) è un senso di profetica onnipotenza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Frase della settimana:</p>
<p>”Non c’è panico, ma c’è la paura, che potrebbe svilupparsi in panico”.  Karolos Papoulias, Presidente della Grecia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giulio Silvano</p>
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		<title>Una mano di bianco su Grozny</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio.calini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina mentre, in compagnia di una operatrice di una ONG polacca, gioco con alcuni bambini Ceceni ospiti del centro profughi di Lublino (sud-est della Polonia), mi torna alla mente un fatto di cronaca. Qualche tempo fa nell&#8217;edizione online del “The Independent” si parla della festa per il trentacinquesimo compleanno di Ramzan Kadyrov, l&#8217;indiscusso leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina mentre, in compagnia di una operatrice di una ONG polacca, gioco con alcuni bambini Ceceni ospiti del centro profughi di Lublino (sud-est della Polonia), mi torna alla mente un fatto di cronaca.</p>
<p>Qualche tempo fa nell&#8217;edizione online del “The Independent” si parla della festa per il trentacinquesimo compleanno di Ramzan Kadyrov, l&#8217;indiscusso leader Ceceno a capo del turbolento e martoriato stato Caucasico, e fedelissimo di Vladimir Putin. Alla maestosa festa, organizzata nella capitale<strong> Grozny,</strong> sono presenti tantissime celebrità e addirittura alcune star di Hollywood come Hilary Swank (“Happy birthday Mr. President”; “It is an honour to be here”) and Jean-Claude Van Damme (“I love you Mr. Kadyrov”). Soltanto dopo aver ricevuto il generoso cachet e al ritorno negli Stati Uniti, Miss Swank si dice dispiaciuta per aver partecipato alla festa.</p>
<p>E&#8217; utile ricordare che <strong>Ramzan Kadyrov è accusato da più parti di violazioni dei diritti umani</strong> e violenze indiscriminate tollerate quando non messe in atto dalle sue guardie private, una sorta di esercito presidenziale i cui membri prendono il nome di Kadyrovtsy. Fra le altre cose, al nome di Kadyrov viene spesso accostata l&#8217;uccisione della giornalista Anna Politkovskaja, voce libera della stampa Russa e da sempre attenta osservatrice della immane tragedia che si stava consumando in Cecenia durante la seconda guerra scatenata nel 1999-2000. Anna Poliktovskaja viene uccisa in circostanze mai del tutto chiarite nel pianerottolo del suo palazzo il 7 Ottobre 2006, giorno del compleanno di Vladimir Putin. <img class="alignright size-medium wp-image-4803" title="kadyrov-500x352" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/kadyrov-500x352-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" />Negli ultimi tempi e da quando la Cecenia, secondo le autorit・russe e russo-cecene, ・stata “normalizzata”, le visite di star “occidentali” si moltiplicano. Oltre all&#8217;affollata festa di compleanno, tantissime vecchie glorie del calcio mondiale (Maradona, Pel・ Matthaus, Figo, Baresi, solo per citarne alcuni) sono state invitate per inaugurare il nuovo stadio di Grozny che dovrebbe anche ospitare alcuni match dei mondiali di calcio del 2018 che si terranno in Russia e per giocare alcune amichevoli promotrici. Kadyrov ・anche Presidente della principale squadra di calcio della capitale, il Terek. Memorabile la scena grottesca nella quale Kadyrov dribbla Maradona e mette il sigillo sulla vittoria della rappresentativa del Caucaso del Nord sulle vecchie glorie del calcio. Risultato finale: 5-2.</p>
<p>Questa serie di eventi si inserisce perfettamente nella <strong>strategia di comunicazione del leader Ceceno che punta a ricostruire e a ricostruirsi un&#8217;immagine non solo in patria, dove il suo potere ・incontrastato, ma anche oltre i confini Russi. Le star occidentali, ingolosite dai ricchi cachet fanno a gara ad atterrare a Grozny e a lusingare il potente Ramzan.</strong> D&#8217;altro canto, le organizzazioni internazionali e gli stati cosiddetti liberi e democratici, gli stessi paesi che si indignano per Kony, che si mobilitano per il Tibet, latitano. <img class="alignleft size-medium wp-image-4804" title="kadyrov" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/kadyrov-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" />Il conflitto Ceceno ・considerato ufficialmente concluso e anche per ci・ molti rifugiati Ceceni che cercano o hanno cercato rifugio in Europa vengono rispediti a casa su ordine delle autorit・Europee di concerto con i singoli stati membri che sbrigano le faccende burocratiche. Poco importa se, come scritto nero su bianco dal Parlamento Europeo recentemente ma anche da numerose organizzazioni attive nella protezione dei rifugiati, in Cecenia imperi ancora un clima di terrore provocato dall&#8217;assenza di garanzie dal punto di vista dei diritti umani e delle libert・fondamentali. La stessa legge che regola i flussi migratori di rifugiati e richiedenti asilo in Europa (Dublin II Regulation) non facilita la protezione degl individui a rischio ma punta a concentrare la presenza dei richiedenti asilo nei paesi che si trovano nella fascia pi・esterna dell&#8217;Unione, ossia quelli pi・esposti ai flussi migratori, decretando il principio di “un richiedente asilo – uno stato membro”.</p>
<p>Iride in apertura.<br />
Una bella lucidata alle scarpe, un tratto di penna sulla parola “guerra” e “genocidio” (mai ufficialmente entrato nel dibattito ufficiale sul conflitto Ceceno), qualche stretta di mano a decretare una nuova fornitura di gas. Le star di Hollywood camminano sul tappeto rosso di Grozny. Kadyrov stringe mani, manda baci, balla, sorride. Musica maestosa.</p>
<p>Titoli di coda.<br />
Iride in chiusura.<br />
<strong>Fine</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Claudio Calini &#8211; www.opennews.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tadao Cern: il fotografo che ti cambia i connotati</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelalexdorso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conservo un vago ricordo, nella mia mente annebbiata, di uno dei periodi più brutti ma necessari della mia vita. Per fortuna la strada da percorrere, si spera, sia tanta e i ricordi da costruire, belli o brutti che siano, pure. Mi riferisco ai terribili anni delle scuole medie. Gli anni in cui i tuoi capelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: KacstBook;"><span style="font-size: small;">Conservo un vago ricordo, nella mia mente annebbiata, di uno dei periodi più brutti ma necessari della mia vita. Per fortuna la strada da percorrere, si spera, sia tanta e i ricordi da costruire, belli o brutti che siano, pure. Mi riferisco ai terribili anni delle scuole medie. Gli anni in cui i tuoi capelli disobbediscono al grido femminista rinchiuso, ancora per pochi anni, da qualche parte : <em>“Il corpo è mio e lo gestisco io”</em>; Si perché le ciocche che vorresti ad ogni costo invece dei riccioli che ti decorano gli occhi, devono eseguire gli ordini di una padrona più forte e maldestra: la natura ormonale. Non va meglio ai maschietti, la loro virilità è continuamente minacciata dalla peluria facciale che fa l&#8217;indecisa e si diverte ad oscillare tra il tenero pelo e la barba da uomo, quella che da adulto potrebbe garantire il fascino ribelle da Bohemien rigorosamente comunista. L&#8217;indecisione, il carattere provvisorio non si limitano però al solo pelo, maschile o femminile che sia, ma si estendono su tutto il corpo, cavalcando fianchi troppo alti, scivolando su seni eccessivamente piccoli, abbracciando scapole non sufficientemente larghe.. In quegli anni alcuni ragazzi incuranti della loro provvisorietà molto più di me, tentavano di rinvigorire la propria mascolinità fetale con intimidazioni degne di un copione delle serie televisive da Sabato pomeriggio. La minaccia più gettonata era, senza dubbio, <em><strong>“ti cambio i connotati”</strong></em>. Confesso che, in alcune occasioni, io abbia avuto l&#8217;onore di ricevere tale intimidazione ma l&#8217;effetto su di me non era solitamente quello desiderato dal Fonzie di turno. L&#8217;idea di sostituirli, i miei connotati, mi ha sempre pizzicato la fantasia, così che quelle minacce si convertivano in un desiderio da tenere segreto, una infantile perversione da nascondere sotto il cuscino prima di andare a dormire.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Chissà se il fotografo <strong>Tadao Cern</strong>, creatore del progetto fotografico “Blow Job” abbia mai avuto il mio stesso desiderio. Si perchè l&#8217;artista lituano, in occasione del <strong>Design Weekend</strong> di Vilnius, ha aperto il suo studio per la realizzazione di una serie di ritratti molto originali. <strong>I soggetti sono stati fotografati di fronte ad un potente getto d&#8217;aria che ne ha deformato i connotati.</strong> <img class="size-medium wp-image-4799 alignright" title="blow-8" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/blow-8-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Labbra gonfiate dal vento, palpebre tenute inutilmente chiuse, volti che sembrano sorridere ma in realtà sono solo disegnati dall&#8217;aria che ne fa da padrona. Superato il ventilatore che alza le gonne, scompiglia i capelli dietro cui la sensualità si nasconde, si passa all&#8217;aria che non dona ma toglie, non imbellisce ma deforma. <strong>Tadao Cern</strong> ha dichiarato il suo stupore per l&#8217;inaspettato numero di persone che hanno voluto farsi ritrarre così, gonfiate o sgonfiate, senza il timore di apparire buffe. <em>Qui non c&#8217;è il desiderio maniacale della perfezione, la pelle tirata a puntino, lo zigomo riempito dalla pretesa di un corpo sempre giovane; qui c&#8217;è invece tanta autoironia e tanti sorrisi, pieni anch&#8217;essi di una gioventù che non costa niente, quella del cuore.</em> D&#8217;altra parte uno tra i giochi preferiti dai bambini è quello di farsi le smorfie, giocare alla faccia più brutta a patto che si possa sempre ritornare indietro; spiare come si potrebbe essere, guardare come si è. Ritornando ai miei connotati, ora li accarezzo più volentieri, a volte ne nutro anche un tenero affetto ma se dovessi trovarmi a Vilnius, una giro sulla giostra d&#8217;aria, uno scatto cangiante, al volo, me lo concederei.</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4800" title="cebdba5d26c4f112b82c69c42cd95ea2" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/cebdba5d26c4f112b82c69c42cd95ea2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Angela Alexandra D&#8217;Orso – opennews.it</strong></p>
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		<title>Quello che (non) ho è televisione di qualità</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.silvano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Quando pensi a Fabio Fazio pensi anche a Fabrizio De Andrè. Perchè nei suoi programmi lo ricorda sempre &#8211; invita Dori Ghezzi &#8211; usa le sue musiche e le sue parole. A lui è dedicato il nuovo programma-evento di La7 che dalla canzone del cantautore genovese  Quello che (non) ho, prende il titolo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Quando pensi a Fabio Fazio pensi anche a Fabrizio De Andrè.</p>
<p>Perchè nei suoi programmi lo ricorda sempre &#8211; invita Dori Ghezzi &#8211; usa le sue musiche e le sue parole.</p>
<p>A lui è dedicato il nuovo programma-evento di La7 che dalla canzone del cantautore genovese  <em>Quello che (non) ho</em>, prende il titolo e la colonna sonora, accompagna durante tutte le tre serate gli intermezzi ed i duetti tra Fazio e Saviano.</p>
<p><em>Quello che (non) ho</em> segue il successo dei <em>Vieni via con me</em>,  programma che nel 2010 aveva sconvolto lo share , grande fratello e la Lega Nord, quando si era detto con largo anticipo sui fatti che il partito interloquiva con la Camorra, a Milano. Tende rosse, microfoni retrò e liste, liste di tutto sono stati sostituiti da una spaziosa officina &#8211; le Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove venivano aggiustate le locomotive &#8211; luci bluastre, un leggio con le ruote, parole che appaiono su uno schermo-tenda fluttuante.  <strong>Questa volta il pretesto, il protagonista, è, appunto,  la parola. Ognuno ne porta una, una parola di cui si sente la mancanza nel nostro paese, o una a cui si è particolarmente affezionati, sembra un gioco, un gioco che porta a riscrivere il dizionario di quell’Italia  bollata come radical chic, snob, autoreferenziale, riflessiva e quindi noiosa</strong>,  ma che è la parte del paese che negli ultimi vent’anni ha sofferto per la morte della cultura, il decadimento dell’arte, l’esaltazione della volgarità,  la sopraffazione della furbizia sull’intelligenza, l’immancabile barzelletta, essenza del berlusconismo.</p>
<p>Ci sono parole per criticare e per sperare, c’è l’’Antipolitica’ di Gad Lerner e la ‘Politica’ di Travaglio, la ‘Finanza’ di Paolo Rossi e la ‘Terra’ di Carlo Petrini, il ‘Pane’ di Enzo Bianchi e lo ‘Stupore’ di Nicola Piovani.  <strong>Ma la parola che ritorna sempre, anche se non esplicitamente,  è ‘Giustizia’, fare giustizia, riportare giustizia</strong>, si parla di vittime della mafia, di chi alla mafia si oppone e la paga cara con la propria vita, chi è vittima dell’ingiustizia, del profitto cieco e dell’interesse, dell’ideologia e della dittatura, della povertà e del terrorismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando si parla di Roberto Saviano nascono immediatamente le critiche e i dibattiti, l’Italia si potrebbe dividere in due in base al riconoscimento della sua opera, della sua azione. E lo stesso si potrebbe fare per Fabio Fazio (meglio però allontanarsi da tali discussioni). La critica più dura viene da Giuliano Ferrara, scrive l’Elefantino su Saviano: ‘Uno che non ha mai detto nulla di interessante, che non ha un’idea in croce, che scrive male e banale, che parla come una macchinetta sputasentenze, che brancola nel buio di un generico civismo, che è stato assemblato come una zuppa di pesce retorico a partire da un romanzo di successo.’ (Una parola che non si è toccata nelle tre serate è stata ‘Invidia’, poteva portarla Ferrara). <strong>Aldo Grasso sul <em>Corriere</em> attacca tutta la squadra: “Le loro trasmissioni sono le sole eredi del maestro Manzi, le sole dove la noia viene scambiata per insegnamento</strong>, la demagogia per redenzione, la retorica per vaticinio. [...] Il clima è sempre quello del rito, della celebrazione: una sorta di consacrazione laica della parola, una necessaria penitenza perché lo sproloquio si offra a noi come eloquio. Sotto le parole, niente.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Succede sempre in questo paese, sembra inevitabile; di fronte a eventi come questo esplode un senso di perenne insoddisfazione e conservatorismo. <strong>Spaventa la novità, fa paura trattare temi forti che non siano omicidi di periferia di cui è ricostruibile un plastico, fa fatica pensare, riflettere, infastidisce l’assenza di presentatrici nude e sceme, di balletti volgari e parodie imbarazzanti, teatrini scontati e urla, culi, soldi, sorrisi falsi e capelli finti. </strong>Cari Grasso e Ferrara, meglio chi piange a Grande Fratello,  meglio  Gordon Ramsay che bestemmia contro un pezzo di carne rancida o ravioli riscaldai al microonde? Manca la tv di qualità e quando una cometa si ferma sul panorama televisivo italiano per tre serate, non siamo abituati, e ci disperiamo. Viene criticato un programma che possa insegnare, proprio perché &#8211; sembrerebbe -pecca di arroganza nel voler trasmettere qualcosa di alto. Eppure dopo dieci ore alle Officine Grandi Riparazioni, possiamo imparare molto,  la semplicità da Ermanno Olmi, la nostalgia da Marco Paolini, la malinconia da Pupi Avati e da tutti loro come si può fare televisione, per bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Giulio Silvano</em></p>
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		<title>Lo spuntino fotografico19- poli phite</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Piotto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il più primitivo dei legami ha avuto origine dal tatto. Possediamo ciò che è &#8220;nelle nostre mani&#8220;, la persona che si ama, il professore più arcigno, il nostro affittuario ci hanno per ragioni diverse &#8220;in pugno&#8220;. Istituiamo quotidianamente con il nostro prossimo un &#8220;contatto&#8221; che è etimologicamente un cuntingere, un cum+tangere, un toccarsi di due corpi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/randy-olson.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4787" title="randy olson" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/randy-olson.jpg" alt="" width="672" height="448" /></a></p>
<p>Il più primitivo dei legami ha avuto origine dal tatto. Possediamo ciò che è &#8220;<em>nelle nostre mani</em>&#8220;, la persona che si ama, il professore più arcigno, il nostro affittuario ci hanno per ragioni diverse &#8220;<em>in pugno</em>&#8220;. Istituiamo quotidianamente con il nostro prossimo un &#8220;contatto&#8221; che è etimologicamente <em>un cuntingere, un cum+tangere, un toccarsi di due corpi</em>. Ed un cum+tangere è anche il contagio, non solo di malattie ma di pensieri, sentimenti,idee.</p>
<p>&#8220;<em>Il mondo conobbe le mie mani e così io conobbi il mondo</em>&#8221; disse un saggio indiano.</p>
<p><strong>Randy Olson</strong> ha toccato con tatto il tatto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C</strong>hiara <strong>P</strong>iotto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>come colonna sonora, <strong>Dustin O&#8217;Halloran</strong>:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Zx6gr_Ch9x8">http://www.youtube.com/watch?v=Zx6gr_Ch9x8</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diablo 3: Il male è tornato</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tutti]]></category>
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		<category><![CDATA[action RPG]]></category>
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		<category><![CDATA[recensioni videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[rosario colletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle saghe più floride di tutti i tempi è tornata alla ribalta. Era il lontano 1996 quando il primo Diablo, targato Blizzard Entertainment, si impose sul mercato come “Game of the Year” . Nel 2000 seguì l’uscita del secondo titolo , Diablo II, arricchito con un’espansione (Lord of Destruction) che tuttora regala ai suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle saghe più floride di tutti i tempi è tornata alla ribalta. Era il lontano 1996 quando il primo <em>Diablo</em>, targato Blizzard Entertainment, si impose sul mercato come <em>“</em><strong>Game of the Year</strong><em>”</em> . Nel 2000 seguì l’uscita del secondo titolo <em>, Diablo II</em>, arricchito con un’espansione (<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Lord of Destruction</em></span></span></span>) che tuttora regala ai suoi giocatori svariate ore di divertimento online. Da tempo si rincorrevano diverse voci sulla possibile messa in circolazione del prossimo capitolo ma solo qualche mese fa <strong>Jay Wilson, </strong><em><strong>Game director</strong></em><strong>, ha spazzato via ogni dubbio affermando che il 15 maggio 2012 avremmo avuto finalmente la possibilità di acquistare la nostra copia di </strong><em><strong>Diablo III</strong></em> .<img class="aligncenter size-full wp-image-4779" title="colletta" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/colletta.jpg" alt="" width="284" height="177" /></p>
<p>Diablo III è un Action<strong> </strong>RPG, ovvero un gioco di ruolo improntato sull’interazione diretta tra personaggio &#8211; nemico all’interno di uno spazio virtuale chiamato “ambiente”. Questo genere di videogame richiede contromosse veloci, tattiche immediate e riflessi pronti. La nostra avventura inizierà a <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>New Tristram</em></span></span></span>, nel mondo di Sanctuary , a vent’anni di distanza dal fatidico scontro con <strong>Baal, </strong><em><strong>il signore della distruzione</strong></em><strong>, fratello di Mephisto e Diablo</strong>. I vecchi eroi sono ormai impazziti, per questo motivo toccherà alle nuove generazioni ristabilire l’ordine contrastando un branco infinito di demoni. Le<strong> </strong>classi a nostra disposizione sono cinque ( Barbaro, Cacciatore di demoni, Mago, Monaco, Sciamano ) con relative abilità sbloccabili attraverso il nuovo sistema delle <em>rune</em> , disponibili con il progressivo avanzamento di livello. La grafica abbandona l’atmosfera cupa dei precedenti capitoli in favore di colori più accesi e luminosi, naturale l’accostamento con l’altro prodotto della Blizzard : <em>World or Warcraft</em>. Lo stile frenetico del gameplay , marchio di fabbrica della saga, è reso ancor più mirabile da una colonna sonora superba che si adatta alle diverse situazioni che il “player” affronterà.</p>
<p>Alcune note stonate ci erano giunte dopo la breve prova della versione Open Beta di aprile. Infatti <strong>risulta poco convincente il cambiamento nel sistema delle “</strong><em><strong>rune</strong></em><strong>”</strong> che saranno disponibili dal sesto livello in poi. Inoltre <em>l’interfaccia</em> semplificato appare come <strong>uno “</strong><em><strong>sconto</strong></em><strong>” per i videogiocatori su consolle</strong> che, di conseguenza, penalizza gli appassionati su PC. <strong> Diablo III è acquistabile su alcune piattaforme ufficiali , ma il prezzo attualmente più conveniente si trova su </strong><em>Amazon</em>//link: <a href="http://www.amazon.it/Activision-Blizzard-Diablo-III/dp/B006OPVZ22">http://www.amazon.it/Activision-Blizzard-Diablo-III/dp/B006OPVZ22</a> mentre per gli abbonati annuali di <em>WoW </em>è prevista una copia omaggio(maggiori informazioni qui //link: <a href="http://www.spaziogames.it/notizie_videogiochi/console_pc/147295/diablo-iii-gratis-con-wow.aspx">http://www.spaziogames.it/notizie_videogiochi/console_pc/147295/diablo-iii-gratis-con-wow.aspx</a> ) .</p>
<p>Infine è importante mettere in luce anche il movimento<strong> </strong>culturale nato dietro questo videogioco, un fermento capace di <strong>creare una comunità di fan attiva e ben informata su ogni mossa degli sviluppatori di questo terzo capitolo che tra idee, concorsi, consigli e critiche è giunta al fatidico giorno d’uscita</strong>. Avete qualche domanda o volete ammirare qualche video del gioco? Bene, allora fate un giro sul forum //link <a href="http://www.diablo-3.it/forum/">http://www.diablo-3.it/forum/</a> o sul loro canale di youtube //link <a href="http://www.youtube.com/user/diablo3italia">http://www.youtube.com/user/diablo3italia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rosario Colletta &#8211; www.opennews.it</strong></p>
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		<title>I&#8217;m a Barbie girl &#8211; Il nuovo fenomeno del web</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[barbie]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia estetica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è una novità al giorno d’oggi che si senta in giro che qualche ragazza faccia di tutto per somigliare alla famosa “Barbie” abusando di chirurgia estetica. Sembra però che questo fenomeno sia in netto aumento e che oramai si cominci sin da piccole, a volte anche con la piena approvazione soprattutto delle mamme, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una novità al giorno d’oggi che si senta in giro che qualche ragazza faccia di tutto per somigliare alla famosa “Barbie” abusando di chirurgia estetica. Sembra però che questo fenomeno sia in netto aumento e che oramai si cominci sin da piccole, a volte anche con la piena approvazione soprattutto delle mamme, a voler imitare la bambola che per la maggior parte delle ragazzine si sa, essere uno dei primi giocattoli. La bambola inizialmente serve solo per divertimento poi però quando si comincia a crescere si mette da parte e si ritira fuori non appena si diventa grandi abbastanza da trasformare quel che era solo un giocattolo in una vera e propria divinità, un modello da imitare.<img class="aligncenter size-medium wp-image-4770" title="Barbie" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/Barbie-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Vi faccio qualche esempio pratico: ultimamente giravano spesso sul web le immagini di Valeria Lukyanova, una ragazza russa di soli ventuno anni che per assumere le sembianze della celebre Barbie si è sottoposta a numerose operazioni chirurgiche spendendo una cifra che si aggira intorno agli ottocento mila dollari, per non parlare poi di Venus Palermo, diventata ormai un fenomeno mondiale! Ma in realtà ciò che stupisce davvero è la notizia di qualche anno fa che riguarda una mamma e sua figlia di sette anni. La madre, Sarah Burge, che si è sottoposta a ben cento interventi chirurgici, ha fatto trovare alla figlia Poppy, sotto l’albero di Natale, un buono per una liposuzione soddisfacendo e esaurendo il sogno della piccola. Queste notizie ovviamente sono state molto giudicate e hanno collezionato soprattutto commenti a dir poco negativi. Voi cosa ne pensate: siete pro o contro alla chirurgia estetica? Queste notizie vi scivolano tranquillamente addosso o vi lasciano un po’ perplessi?</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4771" title="BarbiE e" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/BarbiE-e-249x300.jpg" alt="" width="249" height="300" /></p>
<p><strong>Dora Marotta &#8211; www.opennews.it</strong></p>
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		<title>Giovani che non si arrendono mai</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[OpenFun]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[frasi e riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[leperledipinna]]></category>
		<category><![CDATA[t-shirt]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Oggi vi presento il caso si Antonio Andrea Pinna,un giovane cagliaritano. Nel novembre 2010 ha creato una fan page su facebook (http://www.facebook.com/leperledipinna ) nella quale ha pubblicato costantemente frasi e pensieri, e le visualizzazioni/condivisioni crescevano sempre di più. L’idea che ha avuto Andrea è di stampare frasi ironiche su t-shirt e di venderle online. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4764" title="pinna" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/pinna-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></p>
<p>Oggi vi presento il caso si <strong>Antonio Andrea Pinna</strong>,un giovane cagliaritano. Nel novembre 2010 ha creato una fan page su facebook (http://www.facebook.com/leperledipinna ) nella quale ha pubblicato costantemente <strong>frasi e pensieri</strong>, e le visualizzazioni/condivisioni crescevano sempre di più. L’idea che ha avuto Andrea è di stampare frasi ironiche su t-shirt e di venderle online. Happiness , linea di abbigliamento nata a Los Angeles nel 2007, che produce prevalentemente in Italia e vende in tutto il mondo,l’ha notato e così oggi Andrea è un’artista Happiness.Ho deciso di intervistare proprio lui,perché ho trovato lo spirito giusto che serve ai tempi d’oggi:combattivo che non si arrende mai. Ma soprattutto l’aspetto interessante è il fatto di cercare di creare dei nuovi business in tempo di crisi.</p>
<p><strong>1) Ciao LePerlediPinna ci vuoi raccontare chi si cela dietro questo nome d&#8217;arte?</strong></p>
<p>Dietro questo nome &#8220;d&#8217;arte&#8221; che di arte ne ha ben poca, si cela Antonio Andrea Pinna, un 25enne cagliaritano.</p>
<p><strong>2) Chi eri fino a qualche anno fa?</strong></p>
<p>Ero uno che aveva perso il lavoro ingiustamente. &#8220;Riduzione del personale&#8221;. Facevo il vetrinista per una catena di negozi, e poi il mio impiego si è dissolto nel nulla. Allora mi sono arrabbiato, annoiato, infastidito, irritato, e allo psicoterapeuta ho preferito scrivere. Su Facebook, ma comunque scrivere.</p>
<p><strong>3) Ad oggi la tua fan page conta circa 70.500 fan. Che rapporto hai con loro?</strong></p>
<p>Ottimo. Mi imbarazzo quando ricevo i loro complimenti, per cui talvolta mi dicono di essere &#8220;freddo&#8221;. In realtà non sono freddo, ma solo uno che se si sente dare del genio o del mito non si trova d&#8217;accordo e lascia correre.</p>
<p><strong>4) Avresti mai pensato di riuscire a realizzare un tuo business,oppure da piccolo cosa sognavi di fare &#8221;da grande&#8221;?</strong></p>
<p>Da piccolo avrei pensato di fare qualunque cosa fuorché quella che sto facendo adesso. Ogni giorno che passa ricevo nuove proposte, progetti, e di questo sono onorato oltre che meravigliato.</p>
<p><strong>5) Secondo te qual è il modo più efficace per farsi pubblicità oggi?</strong></p>
<p>Entrare nella realtà dell&#8217;utente e proporgli il proprio prodotto con sincerità. La gente è stata troppo presa in giro: ha bisogno di verità.</p>
<p><strong>6) Come reagisci di fronte alle critiche?</strong></p>
<p>Alcune mi divertono. Io sono il primo a criticare, non potrei non accettarle. Altre mi fanno imbestialire, soprattutto quelle di coloro che travisano ciò che scrivo. Mi urta da morire essere frainteso.</p>
<p><strong>7 )Chi sono le persone degne di nota che hai trovato in giro per il web?</strong></p>
<p>A me piace molto Willwoosh. Sì, lui più di tutti. Io poi non amo le web celebrity, nel senso che non le ho mai seguite, però lui davvero è geniale e merita il successo che sta avendo.</p>
<p><strong> <img src='http://www.opennews.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Che consiglio daresti ad un giovane che ha voglia di differenziarsi dalla &#8221;massa&#8221;?</strong></p>
<p>Di non montarsi la testa. Di pensare sempre di essere l&#8217;ultimo tra gli ultimi, di credere alle critiche e mai ai complimenti. C&#8217;è troppa poca modestia in giro, su tutti i fronti.</p>
<p><strong>9) Ci racconti di quando ti è arrivata la chiamata di Happiness (http://www.10dollartee.com/) per chiederti di collaborare con loro?</strong></p>
<p>Io da solo avevo distribuito in poco più di un mese le mie T-shirt in 12 negozi. Uno di questi (Niki Nika, Roma) ha al suo interno un corner della Happiness. Il titolare della Happiness quando ha visto le mie T-shirt mi ha chiamato e abbiamo deciso di unirci. Mi ha detto: &#8220;Sei troppo adatto a far parte del nostro team. Perché diventare stupidamente competitors quando possiamo fare grandi cose assieme?&#8221;</p>
<p><strong>10) Avete avuto qualche idea scaccia-crisi?</strong></p>
<p>In realtà noi siamo un&#8217;azienda scaccia crisi, nel senso che il nome stesso Happiness is a ten dollar tee vuol dire che la felicità è a 10 dollari. Ora la collezione è cresciuta e tocca più età e stili, ma ha cominciato con la vendita di T-shirt dal messaggio forte a soli 10 dollari.</p>
<p><strong>11) C’è un personaggio da cui prendi ispirazione?</strong></p>
<p>Prendo ispirazione da tantissimi personaggi, ma non ce n&#8217;è uno in particolare. Mi piace l&#8217;umorismo d&#8217;antan, l&#8217;irriverenza british e il cinismo classico del cinema.</p>
<p><strong>12) Quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></p>
<p>I miei progetti futuri sono un negozio in centro a Cagliari che aprirò a settembre, il libro che è già in stampa e poi vedremo.</p>
<p><strong>13) Hai altre passioni ?</strong></p>
<p>Mi appassiona la moda, la musica, il cinema, l&#8217;arte, ma anche il web nella sua più comica sfaccettatura. Diciamo che attingo da ogni luogo, un po&#8217; come fanno tutti. Mi piace meno la tivù, ecco. La guardo pochissimo.</p>
<p><strong>14) Ti Ritieni una persona ambiziosa?</strong></p>
<p>Sono molto ambizioso ma cerco di ambire a cose su più campi in modo da non canalizzare l&#8217;attenzione in un unico progetto. C&#8217;è sempre il rischio che qualcosa non vada, meglio non rischiare.</p>
<p><strong>9) Salutaci con una delle tue frasi preferite!</strong></p>
<p>Ci credi nell’amore a prima vista o devo fare avanti e indietro?</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4765" title="maglia" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/maglia-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></p>
<p><strong>Claudia Strammiello &#8211; www.opennews.it</strong></p>
<p><span style="color: #333333; font-family: 'AR CENA', serif; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pausa caffè</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Piotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[coffee and cigarettes]]></category>
		<category><![CDATA[Kopi Luwak]]></category>
		<category><![CDATA[Starbucks]]></category>

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		<description><![CDATA[Un caffè macchiato corto caldo con zucchero e spolverata di cacao. Il mio preferito. Ma il caffè è come il libro preferito, ciascuno ha il proprio. Ed è davvero come il libro preferito perchè assumerà di stato in stato il nome di qahwa, kopi, kafejo, kaffe, gahfeh, kavehois e con la traduzione assumerà un nuovo gusto, forse migliore forse insopportabile, de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/KopiLuwak2.jpg"><img class="size-medium wp-image-4759 aligncenter" title="KopiLuwak2" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/KopiLuwak2-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em>Un caffè macchiato corto caldo con zucchero e spolverata di cacao. Il mio preferito. <strong><em>Ma il caffè è come </em></strong>il libro preferito, ciascuno ha il proprio</em></strong>. Ed è davvero come il libro preferito perchè assumerà di stato in stato il nome di <em>qahwa, kopi, kafejo, kaffe, gahfeh, kavehois </em>e con la traduzione assumerà un nuovo gusto, forse migliore forse insopportabile, de gustibus. Assieme all&#8217;aroma, cambierà il prezzo, qui in Italia fisso a un euro, in alcuni posti generosi sotto a 0,80, nelle macchinette persino 0.25 cent. Così, <strong><em>economico e personalizzabile</em></strong>, si adatta facilmente ad essere assunto in più svariati momenti della giornata con leggerezza; chissà se in Spagna al modico prezzo medio di 1,90 euro per una tazzina i caffeinomani sono così numerosi. Per non parlare di quello lunghissimo e in abito da viaggio &#8221;offerto&#8221; da <strong>Starbucks</strong>, così british-style. Ma si arriva a cifre esorbitanti con <strong>il Kopi Luwak</strong> (letteralmente caffè zibetto), indonesiano e riccamente rivestito d&#8217;oro nei migliori supermercati del mondo, come El corte Inglés: 300/600 euro al kg. Sulla confezione, ritratto sorridente, il suo artefice, lo &#8221;<em>zibetto della palma comune</em>&#8220;. Di fronte a queste stranezze, c&#8217;è da credere che per guadagnarsi un buon caffè, l&#8217;uomo sia disposto praticamente a tutto. Addirittura i datori di lavoro sono permissivi quando si tratta di godersi la tanto famosa pausa caffè, un must d&#8217;ufficio.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/Coffee-and-Cigarettes-cate-blanchett6.jpg"><img class="size-medium wp-image-4758 aligncenter" title="Coffee-and-Cigarettes-cate-blanchett6" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/Coffee-and-Cigarettes-cate-blanchett6-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<p>Il caffè, nelle sue mille forme,<em><strong> sveglia</strong></em> (ed esiste addirittura una caffettiera che ha incorporata una sveglia e all&#8217;ora esatta si accende e si spegne da sola), <strong><em>rende attivi, nei casi estremi beh estremamente nervosi</em></strong>. Il caffè <strong><em>macchia, terribilmente</em></strong>, ed ancora devo portare le tovaglie a casa per farle sistemare quando rovescio la tazzina. Il caffè è <strong><em>estremamente indicativo dello stile di vita</em></strong>, c&#8217;è chi ne abusa e chi se ne astiene, chi lo usa come digestivo, chi lo prende decaffeinato, chi prende zucchero AL caffè, chi lo beve amaro amaro da buon intenditore, chi si accontenta della marca del supermercato e chi lo ricerca nelle drogherie di fiducia, chi va per l&#8217;equosolidale o il biologico e chi non rinuncia allo sfizio della panna. Ovviamente sulla scelta potrete essere giudicati.</p>
<p>Il caffè è una di quelle cose, come il vino, le sigarette, che <strong><em>da bambini tendenzialmente ripugnano</em></strong>. Poi un giorno decidi di fare il grande e quando al tavolo dicono &#8220;chi vuole un caffè?&#8221; alzi la mano. Tuo padre ti guarda con due occhi così e da allora per un pò di tempo ogni volta ripeterà la solita espressione incredula. Come con il vino e le sigarette, non è raro diventarne dipendenti: 5 o 6 al giorno, anche di più magari. &#8220;<em>Io prendo tre caffè alla volta per risparmiare su due mance</em>&#8220;, diceva Totò. E proprio al binomio perfetto caffè+sigarette è stato dedicato il film &#8220;<strong>Coffee &amp; cigarettes&#8221; di Jim Jarmush</strong>, collage di undici cortometraggi in uno dei quali compare anche Benigni.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/lewis-kim-coffee-time-is-anytime.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4760" title="lewis-kim-coffee-time-is-anytime" src="http://www.opennews.it/wp-content/uploads/2012/05/lewis-kim-coffee-time-is-anytime-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a></p>
<p>Infine, il caffè è stato la musa ispiratrice di numerosissimi artisti e scrittori di vario genere. Forse non al pari dell&#8217;amore ma meglio della primavera, del cielo e dello yoga ha con il suo colorito scuro e il temperamento caldo fatto invaghire penne e pennelli e carta e così via. Courteline disse &#8220;<em>si cambia più facilmente religione che caffè</em>&#8220;, Rousseau apriva la porta di casa quando i vicini preparavano il caffè per fare entrare l&#8217;aroma, Pope disse che era il caffè a rendere i politici saggi, in South Park si dice &#8220;<em>All&#8217;s fair in love and war &#8211; and coffee</em>&#8220;, T.S. Eliot misurò la sua vita a cucchiaini di caffè, &#8220;<em>Coffee makes us severe, and grave, and philosophical</em>&#8220;, scrisse Jonathan Swift. <em><strong>Il caffè rende aperti alla cultura e rende ingegnosi</strong></em>: personalmente credo che andrebbe dato un premio a chi ha inventato il Pocket Coffee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>C</strong>hiara <strong>P</strong>iotto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>5 minuti &#8211; Amministrative, lucchetti e giovani russi</title>
		<link>http://www.opennews.it/4750/5-minuti/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.silvano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<li><strong>Obama: sì ai matrimoni gay.</strong></li>
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<p>Il presidente degli Stati Uniti &#8211; dopo che il portavoce della campagna elettorale di Mitt Romney è stato messo da parte per la sua omosessualità – ha apertamente abbracciato la causa dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Fino ad ora Obama era stato più cauto e lasciato la tematica in mano alla legislazione dei singoli stati, che  per ora sono 6, più Washington DC, ad avere legalizzato le unioni gay. L’apertura del Presidente è stata applaudita con vari Tweets delle star internazionali, da Justin Bieber a Ricky Martin, ma con una smorfia dai piani alti del partito repubblicano.</p>
<p>2. <strong> Putin e i giovani russi.</strong></p>
<p>La Federazione Russa attraversa una fase di nostalgia e voglia di cambiare. Vladimir Putin dopo 5 anni da primo ministro è tornato per la terza volta alla presidenza, la sedia più alta del Cremlino, con oltre il 63% di voti. Ma il neo-zarismo dell’ex agente KGB non è stato accolto con particolare entusiasmo;  già durante le votazioni erano state denunciate irregolarità, e le piazze di Mosca si sono riempite di giovani stanchi dello strapotere di Putin e della mancanza di alternanza politica; è infatti dal 1999 che il campione di judo controlla la politica russa. Molti manifestanti sono stati arrestati, tra cui i leader della protesta. Ospiti di rilievo alla cerimonia d’inaugurazione: Gerhard Schroeder e Silvio Berlusconi.</p>
<p>3.  <strong>Bye Bye PdL&#8230;</strong></p>
<p>Le elezioni amministrative che si sono tenute lo scorso weekend sono servite a dimostrare una teoria elementare: un partito di stampo personale come il Popolo della Libertà non può esistere senza la figura del suo fondatore/presidente. Con Berlusconi cade il PdL, finisce il ‘centrodestra’ italiano, il re se ne va e la corte rimane impreparata. Si aspettavano di perdere, ma non così tanto. Rispetto alle elezioni politiche del 2008 i voti del PdL sono diminuiti drasticamente: a Genova dal 32 al 9%, a Parma dal 29 al 5%, a Palermo dal 47 all’8%.</p>
<ol start="4">
<li><strong>&#8230; hello Grillo!</strong></li>
</ol>
<p>Se non con numeri stupefacenti come ci si sarebbe aspettato il centrosinistra ha guadagnato la grande maggioranza dei comuni, ed escluso il caso di Palermo, è stato dimostrato come la coesione tra i partiti (IdV, SEL e a volte UDC) porti a risultati positivi, una lezione che il Partito Democratico sembrava essersi dimenticato. Chi gioisce di più è Beppe Grillo. Le liste del Movimento 5 Stelle sono arrivate a percentuali alte, raggiungendo in alcuni comuni il terzo se non addirittura il secondo posto come lista più votata (Parma). Il comico genovese pensa già alle politiche, e i suoi candidati vogliono dimostrare di non essere i distruttori della politica,  ma di agire nell’interesse dei cittadini. Necessario ricordarsi che i ‘grillini’ non sono Grillo.</p>
<p>5.  <strong>Tre Metri Sopra il Seggio</strong></p>
<p>Il sogno degli italiani è diventato realtà. Federico Moccia, intellettuale italiano di fama internazionale, idolo delle ragazzine e dei ferramenta,  gallina dalle uova d’oro della Feltrinelli, e zimbello del web è stato eletto con 142 voti sindaco della città di Rosello, paesino di circa 300 anime sulle colline abruzzesi. L’autore – scusa se ti chiamo sindaco &#8211;  ha dichiarato di essere entusiasta soprattutto perchè potrà sposare i suoi fan. È quello che intendeva Platone per governo dei filosofi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Giulio Silvano</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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