Archivio per: ottobre, 2010

Trenitalia: disagi infinitamente temporanei

Treni che partono e treni che arrivano. Gente che sale e scende e guardando fuori dal finestrino osserva la sua via scorrere più o meno velocemente. E’ un momento anche rilassante, che permette quantomeno di fermarsi un attimo e staccare la spina dalla frenesia e dalla velocità caratterizzante la nostra società.

Tutto molto poetico, sì, ma anche in queste circostanze l’irritazione può prendere il sopravvento. Per noi universitari le Ferrovie dello Stato sono il ponte di collegamento tra due realtà distinte ugualmente importanti, ma quanti disagi caratterizzano i nostri percorsi, quel necessario andare e venire da una città all’altra?

I ritardi cronici che alcune vetture maturano fin dalla stazione di partenza sono inspiegabili. Economicamente parlando si viene a creare un costo-opportunità molto alto per il viaggiatore. Con questa espressione si intende il valore della migliore alternativa tralasciata per intraprendere un’attività differente. Non si parla necessariamente di uno sborso monetario, ma è chiaro che ogni cosa comporti un probabile guadagno. L’espressione “il tempo è denaro”, in questo caso, risulta assolutamente fondata, L’attesa sul binario o in qualche fermata impedisce al consumatore di svolgere altre attività sicuramente più produttive redditizie. Dal punto di vista psicologico, in aggiunta, il danno derivante dalla mancanza dei servizi garantiti da un’azienda quale Trenitalia è riconducibile a rabbia e irritazione.

Se si considera, in più, che non esiste di fatto concorrenza nel settore del trasporto ferroviario, gli incentivi a garantire un miglioramento più o meno graduale della qualità del servizio non sono minimamente messi in atto. La concorrenza, infatti, produce innovazione, sviluppo e quindi progresso. Tutto ciò produce semplicemente un danno per il fruitore del trasporto e una continua lamentela che da diverso tempo sembra non giungere alla fine.

Le soluzioni ad una tale situazione sembrano essere state messe a disposizione nel Luglio del 2009 per mezzo di uno strumento, tuttora in vigore, dal nome “Biglietto vale Bonus”. Chiunque, infatti, si trovi a fare i conti con disservizi, dai più banali ai più rilevanti, ha diritto a presentare un esposto vedendosi pienamente soddisfatti, quantomeno di un rimborso. Trenitalia, però, in codesta situazione, risulta essere l’unico giudice dei contenziosi. La procedura vede dunque tempi troppo lunghi, spesso interminabili. E’ evidente che il consumatore non risulta tutelato. Si è fatta portavoce delle istanze dei fruitori del servizio la Adiconsum (“Associazione Italiana Difesa Consumatori e Ambiente” che ha denunciato il carattere unilaterale della disposizione. Il fantomatico Bonus di cui può disporre il viaggiatore nei successivi dodici mesi alla richiesta di rimborso, può o meno essere concesso dall’azienda ferroviaria che dovrà precisare quanto segue: “la risposta negativa conterrà una formula di cortesia iniziale e l’elenco delle cause esterneche concorrono all’esclusione al bonus, con invito a rivolgersi per ulteriori informazioni al call center unico Trenitalia (199-892021) o inalternativa presentare un reclamo con le modalità d’uso”

La verità è che gli utilizzatori di un diritto che dovrebbe essere tutelato e garantito nel migliore dei modi sono stanchi di passare per lunghe trafile burocratiche. Sarebbe molto più semplice 8e di sicuro meno costoso per l’apparato statale e privato) tentare di migliorare il servizio. In fin dei conti il livello di un Paese è riscontrabile anche, e di certo non da ultimo, dalla qualità delle sue infrastrutture. I collegamenti sono uno strumento di enorme portata e garantiscono efficienza e redditività. E’ conseguenza palese, in aggiunta, che massimizzando la produttività di tale apparato, si minimizzino i costi derivanti dalla lentezza di una burocrazia che crea semplicemente un ostacolo per i cittadini e per i lavoratori.

L’efficienza, dunque, garantisce risultati migliori. C’è solo da chiedersi quanto dovremo aspettare prima di riscontrare un tale concetto nel nostro sistema ferroviario. Nel frattempo: “Trenitalia si scusa per il disagio”.

Francesca Larosa

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