Rubriche archiviate per: Ambiente

FRANCIA: scoppio in sito nucleare

La Francia trema a causa di una esplosione nel sito di Marcoule (a 30 Km da Avignone), che ha provocato un morto e quattro feriti. Il Commissariato dell’energia atomica (CEA) ha dichiarato che per il momento non vi è pericolo di una fuga radioattiva all’esterno. Non è ancora nota la ragione ti tale incidente, probabilmente si è trattato di  un’anomalia all’interno di un forno oppure un errore di gestione da parte dell’uomo. Precisamente, l’incidente non è avvenuto all’interno della centrale nucleare ma riguarda l’impianto adibito per il trattamento del materiale nucleare.

” Si tratta di un’esplosione di una fornace per la fusione di scorie radioattive metalliche di attività debole e molto debole”: lo scrive in una nota l’ASN, l’autorità per la sicurezza nucleare francese; confermando che l’incidente non ha causato alcuna fuga raioattivà o chimica all’esterno dell’impianto. In seguito all’incidente, l’ASN ha attivato il suo centro di urgenza. Secondo un portavoce di EDF, la cui filiale, la Socodei, gestisce il centro in cui è avvenuto l’incidente , “é un incidente industriale, non è un incidente nucleare”. “In questo tipo di giorni ci sono due tipi di scorie: scorie metalliche e scorie combustibili ” . “L’incendio scattato dopo l’esplosione è sotto controllo”, aggiunge EDF. Il centro è situato nel comune di Codolet ma dipende dal sito nucleare di Marcoule.”

Automaticamente la paura dilaga anche in Italia. Dalle ultime notizie emesse dall’ANSA, si evince che Il Dipartimento della Protezione civile è in contatto con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con i vigili del fuoco per monitorare e verificare gli eventuali rischi per l’Italia dopo l’esplosione che si è verificata nel centro di trattamento delle scorie nucleari del sito di Marcoule, nel sud della Francia. Per ora, fanno sapere al Dipartimento, le informazioni arrivate dalla Francia non parlano di dispersioni radioattive. I vigili del fuoco hanno una rete di rilevamento della radioattività attiva sul territorio nazionale, pronta a segnalare anomalie.

 

Martina Petacchi- www.opennews.it

Inquinamento: causa dell’infertilità

Dagli ultimi studi elaborati dal progetto “Previeni” dell’ Istituto Superiore Sanità si evince che l’inquinamento ambientale può avere ripercussioni negative sulla fertilità umana ed animale. In particolare, le sostanze responsabili dell’infertilità dette interferenti endocrini, non solo ci “contaminano” quotidianamente attraverso l’alimentazione o il contatto con tessuti, oggetti, plastiche e detergenti ma sono anche in grado di superare la barriera, un tempo ritenuta invalicabile, della placenta, tanto che otto bambini su dieci nascono già affetti da infertilità (o predisposti ad averla in futuro) seppur apparentemente sani. Tutto ciò evidenzia come alti livelli di interferenti endocrini aumentano i disturbi della fertilità, della gravidanza e dello sviluppo infantile.

“La contaminazione dell’ambiente è un nemico nascosto, che oltre a minacciare gli ecosistemi terrestri e marini, passa attraverso il cibo e gli oggetti che usiamo ogni giorno ed ha conseguenze anche gravi sulla nostra salute” dichiara Donatella Caserta, ordinario di ginecologia e ostetricia dell’Università La Sapienza di Roma – “Per ridurre i rischi, dobbiamo limitare la nostra esposizione a queste sostanze, attraverso stili di vita e scelte alimentari consapevoli ed anche la realizzazione di adeguati programmi di controllo, sulla base di un sano principio di prevenzione.”

Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia afferma: “ La presenza di boschi e vegetazione acquatica migliora la capacità dell’ambiente di rispondere alla contaminazione. La produzione di queste aree è quindi una risorsa positiva anche per la salute umana, capace di migliorare le condizioni di vita ed aumentare il benessere. Purtroppo nell’ultimo ventennio, la forte industrializzazione ha determinato un inquinamento ambientale senza alcun precedente. Mai come oggi, la normativa in materia di sostanze chimiche deve diventare più efficace e restrittiva, nell’ottica di poter salvaguardare la salute dell’uomo e dell’ambiente.”

 

Monica Cancellieri-www.opennews.it

WWF: Oasi in festa.

La prossima domenica 22 maggio siamo tutti invitati alla “Festa delle Oasi”, la grande festa della natura del WWF con ben 19 anni di storia alle spalle. E’ una manifestazione che consente di visitare gratuitamente le circa 100 aree protette che sono dislocate lungo tutta la penisola, di cui oltre 40 costituite da boschi. Moltissime le iniziative per grandi e piccoli organizzate in occasione di questo grande evento. Per esempio:  l’esplorazione di boschi e radure dove si potranno avvistare cervi, caprioli, fenicotteri, anatre selvatiche, lupi, orsi e lontre. I bambini potranno costruire nidi ed il personale libererà rapaci e tartarughe marine curati nei centri del WWF. Vi sarà la possibilità di seguire percorsi sensoriali di giorno e di notte, spettacoli, concerti di musiche tradizionali, pic-nic all’aria aperta, mercatini biologici. In fine sarà possibile essere accompagnati da un biologo o un naturalista dell’associazione su richiesta.

Testimonial d’eccezione l’attore Luca Argentero, che per lo spot dell’iniziativa, lancia il suo appello da un fantastico bosco animato in 3D, nel quale gli alberi tagliati dall’uomo ritornano in vita grazie al contributo di tutti. Lo scopo della dell’evento è quello di promuovere progetti di conservazione ambientale volti alla tutela del grande patrimonio naturale di cui fortunatamente l’Italia è ricca. Domenica sarà una vera occasione per scoprire l’importanza delle foreste a livello globale, patrimonio indispensabile delle nostre vite purtroppo sempre più minacciato ma, il nostro aiuto sarà fondamentale anche per dare un aiuto concreto ai preziosi boschi italiani non ancora protetti.

Nel mondo ogni anno vengono distrutti 13 milioni di ettari di foreste naturali e, considerando una riforestazione pari a 7,8 milioni di ettari (che però ha valori di biodiversità non comparabili ai boschi maturi perduti) la perdita netta è di circa 5,2 milioni di ettari. Se non si interviene subito e si procede su questa strada, oltre 230 milioni di ettari di foresta, pari a più di mezza Europa, scompariranno entro il 2050. Perdere queste foreste vorrebbe dire estinguere un patrimonio indispensabile per le nostre vite, perché sono la base degli equilibri climatici ed ecologici del nostro Pianeta. Il consumo del suolo, che negli ultimi 15 anni ha divorato 3,5 milioni di ettari di territorio (poco meno di Lazio, Umbria e Abruzzo insieme), il degrado e il bracconaggio, che ogni anno ferisce o uccide migliaia di animali comprese specie rare e a rischio estinzione. Non resta che invitare tutti voi a partecipare in tanti e, non dimenticate che si può insegnare alle nuove generazioni il rispetto per i nostri “polmoni verdi” in tutto divertimento!

Monica Cancellieri-www.opennews.it

Amsterdam su due ruote

La bicicletta sembra essere diventata il mezzo di trasporto preferito dagli Olandesi (e non solo!). In particolare, ad Amsterdam, i turisti possono usufruire di una fitta rete ciclabile e soprattutto scegliere tra molteplici tipi di biciclette a seconda delle proprie esigenze. Sicuramente è una grande occasione per rinunciare ai soliti veicoli a motore, molte volte snervanti, e per assaporare la vita della città in modo divertente.

In che modo? Per esempio noleggiando un bike-taxi, simile ad una carrozza trainata da cavalli ma questa volta, al posto di quest’ultimi ci sarà un ciclista che vi porterà ovunque vogliate. Se pensate che il ciclista possa stancarsi subito e lasciarvi a piedi, allora potrete optare per altri tipi di biciclette come il pedalò. In questo modo, pedalerete tranquillamente per i canali della città fermandovi a vostro piacimento.

Invece, per gli amanti degli aperitivi l’ideale è sicuramente la beer-bike,veicolo dotato di un bar centrale che eroga birra a tutti i ciclisti.

 

 

In seguito a qualche incidente, il governo ha emanato una dura legge contro le beer bikes ma non perdetevi d’animo! Le agenzie detentrici di questo veicolo forniranno un ciclista sobrio che guiderà per voi.Infine, per i meno avventurosi e stravaganti rimane il classico “noleggio”, il cui scopo è farvi mimetizzare tra la popolazione locale. Insomma, è chiaro che nessuno potrà rimanere insoddisfatto!

L’Olanda sta dando un grande esempio che mostra come conciliare la riduzione dell’inquinamento atmosferico e gli investimenti nel settore turistico. Non dimentichiamo che Amsterdam è la città dell’Occidente che più ha sviluppato sin dal 1869, la “cultura della bicicletta”. In altre parole, gli olandesi sono riconosciuti come i veri amanti dell’aria pulita, tanto da usare quotidianamente la bicicletta per una media complessiva di 2 milioni di kilometri al giorno.

 

Martina Petacchi-www.opennews.it

 

ORO NERO: scatta l’allarme in Sicilia

Dopo il disastro ecologico del Golfo del Messico, l’ambiente marino del canale di Sicilia torna ad essere in pericolo. Una delle aree marine più ricche di tutto il Mediterraneo è minacciata dalle piattaforme petrolifere off-shore da circa un anno. I dati dichiarano che ad est ed a sud delle coste siciliane sono già in funzione cinque piattaforme ed altre potrebbero sorgere vicino a Pantelleria, Licata ed Agrigento. Inoltre, attendono il parere del ministero dello Sviluppo Economico ventiquattro permessi di esplorazione.

Terminato il programma di ricerca “Biodiversità nel canale di Sicilia”, l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, ha lanciato l’allarme ambientale nella zona di Pantelleria. Qui infatti, ben due compagnie petrolifere (Northern Petroleum ed Audax) stanno cercando il greggio senza nessun limite, in quanto non vi è una zona marina protetta che impedisca le trivellazioni. Oltre a Pantelleria, i fondali più colpiti dai cercatori di oro nero sono quelli delle Egadi e di Lampedusa, dove altre compagnie petrolifere stanno compiendo ricerche approfondite.

Contro tutto ciò, è stata emanata una legge anti-trivelle nel Giugno 2010 precisamente ildecreto 128, voluto dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. La legge proibisce qualsiasi attività di trivellazione legata al gas ed al petrolio, sia all’interno del territorio che a meno di 12 miglia dalle aree protette. Mimmo Fontana, presidente di Legambiente, sostiene chenel mare non ci siano confini. Quindi se si dovesse accidentalmente rompere un pozzo in mare, non ci sarebbe nessuna distanza di sicurezza valida per prevenire un disastro ambientale di tale portata.

Entrano nel dibattito anche le Nazioni Unite, le quali sostengono la creazione di aree marine protette regolate da una politica comune a tutte le zone del Mediterraneo. Secondo molti, questa potrebbe essere una soluzione per evitare incidenti come quello del Golfo del Messico ma, l’opinione dell’Italia sembra non essere del tutto a favore. Il ministero spiega: “Non ci bastano i soldi per controllare le nostre aree marine protette, gestirne altre dieci volte più grandi è semplicemente impensabile”.

Martina Petacchi – www.opennews.it

Assemblea degli Attivisti WWF

Dopo ben tre anni il WWF Italia è riuscito ad organizzare a Foligno un Assemblea Nazionale. Dopo l’arrivo dell’e-mail di invito del WWF e vista la mia vicinanza da Foligno, ho decido di partecipare al seminario di approfondimento sulla sostenibilità il giorno 16 Aprile. Nella cornice di Palazzo Trinci, si è parlato di sostenibilità, biodiversità e green economy.

Due sono stati gli interventi di rilievo:  quello di Jim Leape e Tim Jackson.

Ascoltare Jim Leape, provoca una forte emozione, in quanto Direttore Generale del WWF Internazionale. Nel suo intervento ha ribadito che il trattamento che riserviamo al nostro pianeta non è dei migliori. Si consumano il 50% in più delle risorse che la Terra ci dà e la responsabilità di ciò, non è divisa in maniera equa dato che i paesi più sviluppati hanno un’ incidenza maggiore sul consumo. La  minaccia maggiore che dobbiamo affrontare è il cambiamento climatico e per affrontare il problema si sono costituite delle squadre climatiche in ogni capitale. La soluzione per combattere questa sfida è ottenere la maggior quantità di energia da fonti rinnovabili. In conclusione, il direttore ha illustrato le diverse campagne attive del WWF come: la campagna per le tigri, Il triangolo dei coralli ed il Tonno.

Tim Jackson, professore di Sostenibilità all’Università del Surrey/UK e membro della

Commissione Sviluppo Sostenibile del Regno Unito, ha trattato i rapporti fragili del nostro pianeta, ponendo ai presenti una bella domanda:

La nostra economia cresce all’infinito in un pianeta finito?

Bisogna trasformare le Istituzioni se si vuole avere un futuro sostenibile, oggigiorno l’economia e l’ecologia sono in conflitto. I due punti principali su cui discutere sono sostanzialmente il dilemma della crescita e quello dell’economia. Vi offro qui, di seguito, dei piccoli spunti di riflessione:

-         La crescita economica potrà mai essere più “ecosostenibile”?;

-         Il nostro sistema sociale è drogato dalle novità ed alimenta costantemente il consumismo;

-         Con la recessione si è tornati al risparmio. Bisognerebbe ottenere una prosperità duratura procedendo per investimenti ecologici, Imprese e Macroeconomie ecosostenibili?Probabilmente, solo difendendo i beni da cui dipendiamo, potremmo ottenere un futuro rinnovabile e più duraturo.

Alla fine della conferenza, posso dire di essere felice di aver visto grande affluenza,interesse e partecipazione e vorrei quindi, condividere la mia gioia di far parte del WWF Italia.

 

Monica Cancellieri-www.opennews.it

Solar Decathlon Europe 2012

Solar Decathlon è un concorso promosso dal Dipartimento USA per l’energia che si svolge ogni due anni a Washington . I venti team Universitari selezionati, che partecipano, devono progettare e costruire in loco un nucleo abitativo energeticamente autosufficiente. Questa competizione Internazionale si svolge tra venti paesi, che presenteranno prototipi di abitazioni costruite a basso impatto ambientale, il quale obiettivo è la real­iz­zazione di tec­nolo­gie che sfrut­tino al meglio l’energia solare che ali­menta la casa per aumentare la sua effi­cienza ener­get­ica.

In questa singolare competizione, i team devono affrontare 10 prove diverse, che si svolgono durante i giorni di esposizione al pubblico, a cui vengono attribuiti punteggi diversi in base all’importanza. Le prove riguardano: Architettura, Ingegneria e costruzione, Sistemi solari e acqua calda sanitaria, Bilancio di energia elettrica, Condizioni di benessere, Funzionamento della casa, Comunicazione e azione sociale, Industrializzazione e fattibilità di mercato, Innovazione, Sostenibilità.

Nel 2010 si è svolto per la prima volta in Europa  e l’Italia sarà presente al Solar Decathlon Europe che si svolgerà nel 2012 a Madrid. È la prima volta in 12 anni, a partire dalla prima edizione di Solar decathlon , che un team italiano viene ammesso alla competizione mondiale dell’architettura sostenibile. Il team Italiano ed il progetto si chiama MED in Italy.

Fanno parte del team alcuni docenti di Architettura, Economia ed Ingegneria dell’Università di Roma Tre ed un piccolo team di Disegno industriale della Sapienza (università degli studi di Roma),coordinati da Chiara Tonelli dell’ Università Roma Tre (Facoltà di Architettura e Dipartimento di Progettazione e Studio dell’Architettura). Inoltre, sarà presente l’importantissimo supporto degli studenti ed i finanziamenti delle industrie italiane più prestigiose.

E’ stato presentato a Roma lo scorso 11 Aprile, presso la Sala Stampa Estera, ‘Med in Italy’, il progetto italiano per Madrid 2012. Quarantasette metri quadrati calpestabili, 150 metri di struttura e un consumo di 2.000 kilowattora. Una casa che produce sei volte l’energia che consuma, che può essere realizzata in due giorni e montata in otto, in grado di rispondere persino all’emergenza di un post terremoto o ai drammatici problemi di un’ondata di migranti in fuga da un conflitto. Una casa adatta soprattutto al caldo, pensata e realizzata per resistere al cambiamento climatico, perfetta per una struttura di turismo sostenibile. Una casa progettata in modo che le pareti potranno essere realizzate con materiali locali, per adattarsi a tutti i paesaggi. Una casa che consuma un quarto dell’energia usata nelle abitazioni tradizionali.

“La finale verrà disputata nel settembre 2012 e quindi ci aspetta un altro anno di lavoro, ma noi abbiamo già vinto una tappa fondamentale“, dichiara Chiara Tonelli. “Siamo stati scelti tra centinaia di progetti presentati e questo ci consentirà di avere i fondi per realizzare il nostro edificio”.

Il concorso stimola la sperimentazione e la diffusione delle tecnologie verdi, oltre che ad un modo di progettare ecosostenibile e biocompatibile. Come nello sport non ci resta che dire…FORZA AZZURRI!.

                                                                                                                                                        Monica Cancellieri

Energie Green in pericolo

La firma da parte del Presidente Napolitano del decreto “Romani/Enel rimuovi – rinnovabili” lo scorso 7 marzo, ha messo in grave pericolo le energie rinnovabili. In Italia sembra quasi che una volta che si sta facendo un passo in avanti, se ne debbano fare due indietro. Dopo un inizio faticoso, il settore delle rinnovabili inizia a diventare maturo, ma dopo questo decreto rischia la condanna a morte.

I tre punti principali del decreto:

  • Eliminazione degli incentivi statali non appena si riesca a raggiungere l’obiettivo “8mila MW” di installazioni, una potenza che si raggiungerà nei prossimi mesi e non nel 2020, come era stato previsto inizialmente.
  • Applicazione di un taglio del 30% e retroattivo degli incentivi per l’eolico , penalizzando anche coloro i quali avevano già investito.
  • L’introduzione di aste al ribasso per tutti gli impianti che generino oltre i 5 megawatt.

È chiaro che l’insieme di questi provvedimenti provocherà la chiusura delle linee di credito da parte delle banche, di conseguenza una minore disponibilità di fondi e una minore capacità di investimento. Si otterrà la penalizzazione di un settore intero, oggi tra i pochi in crescita e tra i meno toccati dalla crisi.

E’ un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, che verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. Molte associazioni hanno dato il via ad una accesa protesta, per salvare la green economy, in previsione anche degli obiettivi prefissati dall’UE. L’Italia per il 2020 dovrebbe raggiungere l’obbiettivo del 17 % di energia prodotta da fonti rinnovabili, un obbiettivo che sembra ancora molto lontano dall’essere raggiunto.

Il risultato è che le proteste contro il decreto Romani, sono arrivate fino a Bruxelles. Un gruppo di oltre 1.500 aziende italiane, appoggiato da diversi fondi nazionali e stranieri di private equity, ha presentato un ricorso alla Commissione Europea contro il provvedimento che rivoluziona il sistema di incentivi alle fonti rinnovabili. Per ora, il ministro Romani non ha commentato la notizia del ricorso dinanzi alla Commissione. A volte basterebbe tanto poco per evitare tutto questo, per ora non possiamo che aspettare, sperando che le decisioni mettano d’accordo un po’ tutti.

Monica Cancellieri – www.opennews.it

NUCLEARE: gli effetti

Non poche polemiche e non poche preoccupazioni percorrono tutto il mondo riguardo del nucleare. Molti si chiedono quali siano da un punto di vista medico gli effetti delle radiazioni o di qualsiasi materiale radioattivo sull’uomo e sui bambini. Il Professore Malcom Sperrin, medico, si apre in un’intervista rilasciata alla BBC sul caso Giappone.

Quali sono gli effetti immediati dopo l’esposizione alle radiazioni? Se un soggetto è stato esposto per ore a livelli moderati di radiazioni, i sintomi più frequenti sono febbre, vomito, mal di testa e disturbi intestinali molto forti. Invece, l’esposizione a radiazioni di livello più elevato può provocare i danni più vari, per esempio, danneggiare gli organi interni e quindi essere potenzialmente fatale.

Com’è curata la malattia derivante da radiazioni? La prima cosa più semplice da fare è evitare ulteriori contaminazioni, togliendosi immediatamente il primo strato di vestiti e poi lavare la pelle con acqua e sapone. Secondariamente, esistono farmaci che proteggono il midollo spinale da infezioni; dovute al deficit immunitario provocato dalle radiazioni e che limitano i danni agli organi interni.

Che impatto hanno le radiazioni sulla nostra salute? Le radiazioni hanno la capacità di danneggiare gli equilibri delle più piccole particelle del nostro corpo, per esempio, possono rompere i legami chimici tra atomi e molecole che costituiscono i nostri tessuti. Comunque, le parti più vulnerabili alle radiazioni sono: il midollo spinale e le pareti interne dell’intestino e dello stomaco. Ovviamente la gravità dei danni dipende dal tempo e dal livello di esposizione al materiale radioattivo.

Quali sono gli effetti irreversibili sulla nostra salute? Oltre al cancro, malattia più contratta dopo il contatto con materiale radioattivo, le radiazioni possono mutare il nostro materiale genetico. Quando si parla di mutazioni genetiche, si intende per esempio dimensioni alterate tra cervello e cranio, occhi poco sviluppati, crescita rallentata ed anche grossi problemi nell’apprendimento di cose elementari. Il vero problema è che in questo caso, essendo interessato il nostro patrimonio genetico, le generazioni future possono contrarre questi tipi di disagi. Specialmente i bambini sono a rischio, in quanto le loro cellule sono in via di sviluppo e quindi le possibilità che qualcosa vada “storto” sono maggiori.

Se comparassimo Chernobyl a Fukushima? Il professore Gerry Thomas, il quale si è occupato dello studio del caso di Chernobyl, non ritiene possibile una situazione di tale calibro per il Giappone. Nonostante ciò, la situazione è talmente instabile che sembra impossibile rassicurare fermamente le persone.

Martina Petacchi

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA

Oggi si celebra la giornata dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite dal 1992.

Quest’anno si vuole focalizzare l’attenzione sul problema idrico nei centri urbani. La Giornata Mondiale dell’Acqua 2011 affronterà cinque aree tematiche fondamentali, per capire come poter gestire al meglio le risorse idriche urbane:

  • Urbanizzazione: l’impatto di una rapida crescita della popolazione urbana e di quella nelle aree più povere.
  • Inquinamento: l’impatto dell’industrializzazione, l’inquinamento delle acque e il degrado ambientale.
  • Aspetti amministrativi e gestionali: come attivare e sostenere le riforme urbane volte alla gestione delle utenze e al miglioramento della governance.
  • Gli investimenti economici: la necessità di ampliare gli investimenti nel settore idrico urbano, nei servizi igienico-sanitari, nella gestione delle acque reflue e dei rifiuti.
  • Cambiamento Climatico: l’impatto del cambiamento climatico, dei conflitti e dei disastri naturali sui sistemi idrici urbani e sulla gestione dei rifiuti.

Oggigiorno, nella terra una persona su due vive in un contesto urbano e le città crescono a ritmi ininterrotti. Bisogna sapere però che la crescita urbana mondiale, è rappresentata maggiormente dall’espansione dei quartieri più poveri. Per chi governa, non è facile trovare delle soluzioni adeguate, per gestire al meglio le aree meno agiate ed i paesi in via di sviluppo.

Ognuno di noi deve avere più consapevolezza nell’utilizzare l’oro blu. Cerchiamo di attuare meno sprechi possibili! L’acqua è un diritto di tutti.

Monica Cancellieri

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