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Rivoluzione Basilea III: ricapit…alizziamo!

“Requisiti patrimoniali più solidi”: questo il grido che si leva da Basilea, la città svizzera protagonista dell’avvio della rivoluzione delle norme in campo bancario. Molte le critiche chiaramente, ma quanto in realtà si cercheranno di evitare crisi finanziarie future?L’intento delle nuove disposizioni è quello di dare l’avvio a regole globali più severe partendo dall’Europa che si fa continente pilota di un cambio radicale.

Sono stati i Governatori del G10 e i Capi della Vigilanza dei Paesi più industrializzati a siglare l’accordo sulle regole a cui le banche dovranno attenersi. La crisi, infatti, che ha messo in ginocchio le economie di molti Paesi e il loro sistema produttivo non dovrà più ripetersi ed è per questa ragione che gli istituti di credito devono rafforzare e modificare gli asset. L’applicazione reale delle nuove misure è prevista per il 2013 ed è proprio sulla gradualità delle operazioni che il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, ha posto l’accento seguito dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi secondo cui tutte le banche avranno il tempo per raggiungere per tempo i livelli previsti anche se “certo qualcuno dovrà lavorare di più”.

Basilea III prevede requisiti patrimoniali severi per garantire l’operatività delle banche ed evitare crolli al pari di Lehman Brothers. Tutto ciò è reso possibile da un aumento del rapporto tra i fondi su cui una banca può realmente contare in tempo di necessità, il cosiddetto capitale minimo di vigilanza, e il totale delle sue attività. Quanto più un istituto di credito dispone di capitale solido e sicuro, tanto più sarà in grado di fronteggiare crisi, diminuendo la possibilità di fallimento. In seguito alla firma dell’accordo è stato aumentato di ben cinque punti (dal 2% al 7%) il capitale ordinario, parametro significativo che le Banche saranno tenute a rispettare. Sono proprio questi “cuscinetti” a rappresentare la novità assoluta delle disposizioni.

Molti scuotono la testa. La paura più stringente è quella di una riduzione dell’emissione del credito a d imprese e famiglie da parte delle banche come soluzione all’innalzamento patrimoniale e all’acquisizione delle risorse finanziarie necessarie. In questo specifico momento, questa misura potrebbe rivelarsi deleteria per una ripresa ancora lenta e instabile, ma ci sono altre strade percorribili, come ad esempio la riduzione dei dividendi (che suscita notevoli dissensi). “Vi sono molti canali per approvvigionarsi di capitale – ha detto Draghi – ad esempio attraverso la cessione di attività e la redditività.”

Il pessimismo resta comunque alto e preoccupazione è stata espressa anche da Confindustria che, in una nota, ha fatto appello al Presidente del Consiglio e al Ministro Tremonti affinché si guardi alla specificità del nostro Paese e si impedisca alle imprese di dare l’avvio a progetti di sviluppo e di crescita.

Da Francoforte, la BCE, replica che il cambio della gestione della liquidità da parte delle Banche sarà monitorata per assicurare un’efficace politica in termini monetari. L’anno prossimo inizierà un periodo di controllo in vista dell’introduzione di un coefficiente prestabilito di liquidità, previsto per il 2015. Secondo Trichet, le nuove regole hanno messo fine all’incertezza che ha caratterizzato anche il periodo della ripresa impattando negativamente sui sistemi produttivi dei singoli Paesi.

Indipendentemente dalle voci fuori dal coro, Basilea III va nella giusta direzione, cercando di impedire il più possibile fenomeni quali i mutui subprime e un accumulo di attivo ponderato di troppo superiore al capitale.

Non ci resta che aspettare e osservare l’andamento del periodo di transizione. Sono stati fatti passi avanti in termini dando un segnale positivo. Adesso tocca agli istituti bancari adeguarsi alle disposizioni. Un sistema finanziario solido è alla base di un’economia in buona salute e su questo non ci sono dubbi. C’è solo da augurarsi che la crisi dalla quale stiamo faticosamente uscendo ci abbia insegnato qualcosa.

Francesca Larosa  (FruFFri)

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