Apple iMac 2011, la nuova gamma Apple tra innovazione e chiusura
Due giorni fa, relativamente in sordina rispetto ai sensazionalistici eventi che la casa di Cupertino riserva ai suoi modaioli-stravenduti dispositivi mobile, Apple ha presentato sul suo sito Web i nuovi iMac.
Per chi non lo sapesse, l’iMac è un computer desktop All-in-one. Un computer, cioè, che integra nel case anche il monitor, le periferiche di input/output e gli speakers. Una soluzione del genere fa sicuramente la felicità di chi mette al primo posto l’ordine e il design sulla propria scrivania. E, in effetti, l’iMac, per essere sfruttato al massimo delle proprie potenzialità, non necessita di altro cavo se non di quello dell’alimentazione, ovviando radicalmente al tipico imbroglio di fili che infesta il retro di moltissime postazioni.Analizziamo più nel dettaglio le caratteristiche del nuovo modello di iMac:
Hardware
Partiamo dal case, invariato dal 2009: Alluminio e vetro. Punto. Si sa che Apple da anni è un faro per quanto riguarda il design dei prodotti del suo settore. La cura dei dettagli è maniacale, la scocca posteriore è un’unica lastra di alluminio, materiale nobile che conferisce eleganza al computer, ma, soprattutto, in virtù delle proprie qualità fisiche, garantisce un ottimo raffreddamento delle componenti interne, che, in una soluzione integrata come questa, possono rapidamente raggiungere alte temperature. Lo schermo è protetto da un unico pannello di vetro e le ottime casse integrate, dotate di subwoofer, occupano la parte inferiore del case. Sul lato destro sono presenti la bocca del lettore-masterizzatore DVD e lo slot per le SD-card. Unica nota negativa, tutte le porte di input-output (USB, Firewire, Thunderbolt-DisplayPort) sono presenti solo nel pannello posteriore, rendendo potenzialmente scomoda la connessione dei vari devices che le sfruttano. Il computer è disponibile in due diverse versioni. Il “piccolo“ (si fa per dire) da 21,5 pollici di diagonale, e l’imponente 27”.
21,5” Il modello più ridotto in versione base, monta un processore Intel i5 quad-core di seconda generazione (Sandy bridge) a 2,5 GHz, un pannello LED HD con una risoluzione di 1920×1080 pixel, 4GB di memoria (2 banchi da 2GB espandibile fino a 8GB), disco rigido Serial – Ata da 500GB a 7200 rpm e scheda video dedicata AMD Radeon HD 6750M con 512MB DDR5 di memoria, webcam HD, Superdrive 8x, Apple Keyboard e Magic Mouse. Prezzo, 1149 euro, che, contrariamente al solito, è davvero concorrenziale. Se consideriamo la qualità dei componenti e del software preinstallato, la cura e il gusto del design, la praticità di un All-in-one e il fatto che, spesi questi soldi, non dobbiamo comprare più nessun altro componente hardware, ci accorgiamo che la concorrenza non offre di meglio a parità di prezzo. Spendendo un po’ di più, 1499 euro, abbiamo una macchina ancora più prestante e “muscolosa“, dotata di processore Intel i5 a 2,7 GHz (o i7 da 2,8 GHz + 200 euro), scheda video AMD Radeon HD 6770 da 512MB DDR5 e disco rigido da 1TB (o la velocissima unità a stato solido da 256GB con la “modica“ maggiorazione di 500 euro). Come connettività, 4 porte USB 2.0, uscita e ingresso audio, 1 porta Firewire 800, 1 porta Thunderbolt retrocompatibile con MiniDisplay Port, 1 porta Ethernet.
27” Si tratta della soluzione più “wow“, ma anche decisamente più costosa. Il modello di partenza ha già una configurazione davvero spinta: processore Intel i5 quad-core di seconda generazione (Sandy bridge) a 2,7 GHz, un pannello LED HD con una risoluzione di 2560×1440 pixel, 4GB di memoria (2 banchi da 2GB espandibile fino a 16GB), disco rigido Serial – Ata da 1TB a 7200 rpm e scheda video dedicata AMD Radeon HD 6770M con 512MB DDR5 di memoria, webcam HD, Superdrive 8x, Apple Keyboard e Magic Mouse. Prezzo, a partire da 1649 euro. Il numero di porte è identico a quello del modello da 21,5”, con l’eccezione delle Thunderbolt, che sono due.
Esiste anche un modello da 27” ancora più prestazionale, con processore Intel i5 a 3,1GHz di clock, disco rigido da 1TB e grafica AMD Radeon HD 6790M con 1GB DDR5 di memoria dedicata. Il prezzo, da €1899 in su. Anche nel caso di questo autentico bestione, infatti, è possibile fare delle discrete modifiche in fase di prenotazione e acquisto. Mi sono divertito a “pomparlo” al massimo, sostituendo l’i5 con il processore i7 da 3,4 GHz, affiancando l’SSD da 256GB al disco rigido tradizionale da 2TB, portando la RAM a 16GB e sostituendo la scheda video con la sua omonima versione da 2GB di memoria DDR5, per una ipotetica spesa totale superiore ai 3000 euro, ottenendo così una macchina che il 99% degli utenti non sfrutterebbe che al 20% del suo potenziale.
Software
Apple sostiene che Mac Os X, giunto ormai alla sua versione 10.6.7, Snow Leopard, sia il sistema operativo più evoluto al mondo. Ora, questa sicuramente non è la sede più adatta per l’ennesima puntata della sfida “Windows vs Macintosh”, ma si tratta sicuramente, se non del migliore, di un ottimo sistema, che vanta tra i suoi assi la grande stabilità, sicurezza,reattività e leggerezza. Apple inoltre fornisce gratuitamente Mail, ottimo client di posta elettronica, Safari, iTunes e soprattutto la suite iLife ’11 (prezzo retail €79), che comprende ottimi programmi per la propria vita multimediale, come iPhoto, iMovie, Garageband ecc… Infine, per politica aziendale, non troverete installati tutti quegli inutili software promozionali in prova che le altre case precaricano sulle loro macchine per raggranellare qualche soldo di pubblicità e che vi costringono a una buona mezz’ora di disinstallazioni ad ogni nuovo acquisto di PC.
Le principali novità, pregi e difetti
Le novità sono fondamentalmente tre:
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La prima, apprezzabile, è che Apple, mantenendo invariati i prezzi rispetto ai modelli precedenti, ha dato una notevole accelerazione hardware, montando su tutte le macchine i recentissimi processori i5/i7 di ultimissima generazione, che, a giudicare dalla moltitudine di test presenti in rete, sono davvero molto prestazionali.
- La seconda è l’introduzione della porta Thunderbolt, che va ad integrarsi con la “vecchia“ MiniDisplayPort (l’uscita A/V della Mela). Si tratta di una tecnologia di input/output targata Intel che sfrutta la trasmissione su fibra ottica (il nome in codice in fase di sviluppo infatti era LightPeak), e che sulla carta raggiunge la sbalorditiva velocità di 20GB/s, cioè 20 volte USB 2.0 e 12 volte FireWire 800. Sulla carta perché ancora non esistono periferiche (Hard Disk esterni per lo storage in primis) in grado di sfruttare questo nuovo standard, che sicuramente nel futuro interesserà apparecchiature di livello professionale. La scelta di questa tecnologia parla chiaro su di un altro versante: Apple sembra che abbia deciso di cassare momentaneamente il nuovo standard USB 3.0, che, malgrado sia più lento (4,8 GB/s), ha dalla sua la retrocompatibilità con USB 2.0 e quindi utliizzabile con lo sterminato numero di periferiche che sfruttano questa tecnologia. Sarà una mossa azzeccata come tutte le ultime di Jobs & Co.? Staremo a vedere.
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La terza infine è la massiccia proposta di SSD, che, come nel caso del Macbook Air (che li monta “di serie”) danno una eccezionale spinta prestazionale, molto più percepibile rispetto a un qualsiasi leggero aumento di velocità di clock del processore o di un upgrade RAM. La nota dolente è che su questi iMac l’unico taglio disponibile è il costoso 256GB. Se il possessore affiancasse artigianalmente (non è difficile) un SSD suo, magari meno capiente e più economico al disco rigido di serie, invaliderebbe la garanzia, con i possibili guai che ciò genererebbe. Avere i file di boot e i programmi installati su SSD invece che su HD tradizionale comporta una reattività molto superiore, e tempi di accensione nell’ordine dei 15 secondi.
Conclusioni
Con il nuovo iMac, Apple compie una parziale inversione di tendenza rispetto al suo tradizionale modo di agire, installando finalmente un hardware recentissimo e proponendo soluzioni non ancora di larga disponibilità (vedi Thunderbolt) ma di interessanti prospettive, senza peraltro intervenire sui prezzi.
Peccato per la scelta di non integrare il nuovo standard USB 3.0 che quest’anno finalmente prenderà piede e che verosimilmente sarà installato sulla maggior parte dei dispositivi elettronici.
Peccato anche per il fatto che non si possano sfruttare gli incredibili benefici derivanti dall’uso delle memorie SSD, un relativamente economico disco a stato solido da 64GB, ad esempio, utilizzato esclusivamente per il SO e per le applicazione, affiancato ad un capiente Hard Disk tradizionale migliorerebbe la velocità e l ‘esperienza d’uso complessiva in modo davvero drastico, facendo di questa macchina un vero bolide, con una spesa ulteriore poco significativa.
I prezzi, infine, a mio modesto parere, sono quasi concorrenziali. La qualità costruttiva, il design e la scelta della componentistica sono ottimi, e giustificano parzialmente il costo da sostenere che, come al solito, è mediamente più alto di qualche centinaio di euro rispetto a un prodotto equivalente di un concorrente meno “cool“ e meno blasonato.
Dante Rolla – www.opennews.it


Per portabilità ed autonomia, i tre modelli sono estremamente diversi. Alienware paga il prezzo della potenza e del massiccio case in alluminio: nonostante sia semplicemente un 15,6 pollici, il suo peso, senza alimentatore, supera di poco i 4kg. Un peso del genere è ancora trasportabile, ma certo è da sconsigliare nel caso di movimenti molto frequenti. L’autonomia varia da 80 minuti, sotto sforzo o in gioco, per arrivare ai 150 navigando con la Wi-fi. Alienware permette di scegliere delle modalità interessanti di risparmi energetico, molto utili per allungare l’autonomia del portatile in caso di necessità. VOTO: 6
Superata la prima impressione estetica, iniziamo a guardare a cosa c’è dentro queste macchine. Il favorito della gara performance è l’Alienware M15x, definito dalla casa come “il più potente notebook gaming 15 pollici mai costruito”. Alienware monta i nuovissimi processori Intel core i7, permettendo di scegliere fra i modelli 720QM, 820QM ed il top di gamma 920XM. Volendo restare nei 1700€, scegliamo il modello base 720QM. Si tratta di un processore con frequenza di 1,6mhz, in grado di raggiungere i 2,56ghz grazie all’innovativa tecnologia intel Turbo Boost Technology. Per fare un paragone: il modello i7 720QM riesce a raggiungere prestazioni gaming fino al 30% superiori rispetto al processore intel Quad Core Q9000. VOTO 9,5






