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Il giro d’Italia. Pisa, “In Supremae Dignitatis”

Famosa per la sua pendenza, la Torre sorveglia la città. Si staglia in Piazza dei Miracoli, uno dei migliori posto al mondo dove sedersi e restare li accoccolati. Quando si arriva a Pisa, la cosa più sconvolgente è l’età media. Studenti ovunque, in ogni dove! La presenza dell’ateneo è forte, come un odore che non va via. Il Lungarno è costellato dai suoi palazzi, affacciata sull’acqua grigiastra del fiume.

C’è una bella differenza tra gli itinerari turistici e quelli frequentati dagli abitanti. Scesi dal vagone del treno, ci si trova di fronte ad una stazione molto piccola, in proporzione alla città.La prima tappa obbligata è Corso Italia, uno stradone che permette di raggiungere Ponte di Mezzo, e quindi l’Arno. I negozi dominano i due lati. Le dimensioni non sono comparabili a quelle di grosse città, ma sono assolutamente rispettabili. Dall’altro lato del fiume troverete Piazza Garibaldi, ritrovo di studenti e lavoratori nelle baldorie notturne. E’ Borgo Stretto, un altro salotto importante del nucleo urbano. I portici decorati lasciano estasiati, ma sorprende ancora di più l’apertura che la strada subisce. Si entra in Borgo Largo (chissà perchè?!). Fermatevi da “Salza” a prendere un caffè. Uno dei bar più antichi di Pisa, raffinato, ma soprattutto maestro del caffè! Tappa obbligata è Piazza dei Cavalieri, dominata dalla Scuola Normale, maestosa ed antica. Da qui non potete perdere “La casa della Panna”, in via dei Mille, stradina che parte proprio dalla Piazza. Fatevi tentare dalle oltre 40 cioccolate e dai caffè ultra particolari. Un consiglio? Caffè Penguin con panna! Vi serviranno solo dodici ore per smaltirlo, ma ne vale davvero la pena! Entrate nella chiesetta che si trova davanti “San Ranieri”, patrono di Pisa. Piccola e raccolta merita almeno uno sguardo. Da qui dirigetevi alla Torre e godetevi il sole sul prato verde della piazza. Mi raccomando!! Gli studenti non possono salire sulla torre! La leggenda vuole che chiunque lo faccia prima di essere diventato “dottore”, non riesca mai a laurearsi.

La sera è necessario buttarsi nel vociare. Agglomerati di persone animano le spallette e il fiume. Il freddo vi scoraggia? Andate in Piazza Cairoli. Troverete un posto davvero minuscolo dal nome “Lounge Bar”. Si bevono solo shots e potete chiederli anche in base alle bandiere mondiali. Consiglio? La bandiera russa scalda parecchio. Sarà una questione culturale? In una traversa di Borgo Stretto, esattamente Via Case Dipinte, potreste avere una folgorazione. L’”Orzo bruno”, la casa della birra pisana, vi accoglierà con incredibile armonia. I tavoli di legno ricreano uno spirito di casa. Chiedete una bevuta particolare. Potrete scegliere tra tre tipologie super originali, ma attenti alle dimensioni!

E’ un luogo di incontro, Pisa, e il vantaggio sta nello spazio limitato. Gorgoglia di vita e potenziale, solo grazie ai suoi studenti, ai giovani che apportano un contributo unico e irripetibile. Nessun luogo può essere così semplice da vivere e così odiato per il poco che offre nonostante la popolazione. Una cosa da fare assolutamente? Guardare sorgere il sole sul Lungarno. Il Palazzo Blu e gli altri edifici non faranno la spia ai genitori per l’orario indecente e voi avrete la possibilità di assistere ad un vero risveglio. Più di altre città vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo, in un’epoca ormai dimenticata.

Francesca Larosa – www.opennews.it

Photo by Filippo Rocchi

Il giro d’Italia. Milano, la dinamica.

Comincia con la “città grande” il giro d’Italia di OpenNews alla scoperta delle città più belle e dei posti più affascinanti. Festeggiamo anche noi l’Unità d’Italia, perchè sono i luoghi dove viviamo a raccontare chi siamo. Buona Lettura!!

Una fiumana di persone esce in automatico dal vagone treno. In ogni sguardo provo a scorgere qualcosa di più di due semplici occhi. La metropolitana si chiude e continua la sua corsa fino ad arrivare alla stazione successiva dove lo stesso schema si ripeterà identico.

A prima vista sembra una città di automi, Milano, dove ognuno è esattamente identico ad un altro. Un groviglio di corpi attaccati l’uno all’altro, ma spersi nella vastità della loro solitudine. Usciti dal tunnel sotterraneo, si scorge un cielo grigio; anche quando c’è il sole, le nuvole imperano nel cielo. Tra macchine, tram, autobus e pedoni, non si fa fatica a sentirsi piccolissimi. “O la odi o la ami – mi spiega un milanese d’adozione. Non importa che tu ci sia nato o meno, il succo è questo”. E’ la pura verità, non ho dubbi. Cammino per le strade guardandomi attorno. La prima parola che mi viene in mente è “dinamismo”. Il movimento, il fermento, culturale e non, sono palpabili, tangibili. Ognuno si aggira rapido e sicuro tra luoghi familiari. Nessun errore, nessun inghippo. Al cospetto della Madonnina che dall’alto tutto vede, ognuno bada a se stesso, conducendo la propria vita comunque in armonia con ciò che lo circonda.

L’ora dell’aperitivo è quella che preferisco. I locali sono strapieni, il buffet ricco. Non c’è bisogno di dire che l’offerta è alta. Ogni cosa è a tua disposizione e, come diceva una nota pubblicità, “Gira tutto intorno a te”. Non hai che da scegliere, essere deciso. Certo, è chiaro che rispetto a tanti altri luoghi, il portafoglio può soffrire di tanta vitalità, ma una pazzia ogni tanto non può danneggiare in modo definitivo le tue finanze.

Milano è come un essere umano, una parte integrante della vita dei suoi abitanti. Con la sua vitalità quasi esagerata alle volte, mira a stupire e ad andare oltre. E’ la città delle occasioni da non farsi sfuggire, degli incontri, delle opportunità perse e delle nuove scoperte. Il milanese d’adozione mi accompagna alla scoperta della sua nuova città e quando me ne parla ha quasi gli occhi lucidi per la bellezza che abbiamo intorno. Il Duomo è testimone della vita di ognuno e forse noi non siamo che due minuscoli puntini in questa immensità, ma il bello di un agglomerato “costruito a tre cerchi concentrici” è che puoi essere quello che vuoi anche senza fare nulla. Modelle pronte per la settimana della Moda, artisti, studenti, managers, brokers, casalinghe (disperate e non), bloggers, musicisti, agenti dello spettacolo, esponenti della cultura, letterati si ritrovano tutti nello stesso punto per omaggiare e accrescere sempre di più, tutti uniti, un insieme di case, strade, palazzi di immensa e bellezza o di avanguardia, per rendere migliore il posto in cui vivono. Il cielo è di un azzurro rassicurante e ci lascia piacevolmente stupiti; è lo stesso che ritroviamo nella volta decorata della chiesa di San Maurizio al monastero Maggiore in Corso Magenta. Un gioiellino nascosto di una città che andrebbe girata in lungo e in largo. Grazie all’apporto del Touring Club, questa piccola perla dimenticata è tornata a splendere di lucentezza propria. Una simpatica “sciura” (che in Milanese significa signora) ci fa da guida gratuitamente e ci illustra ogni segreto ed ogni volto racchiuso negli affreschi. Personaggi di altissimi levatura hanno camminato secoli prima su quelle pietre e la cosa ci impressiona, ci fa riflettere.

Dopo la cultura il relax, no? E allora non c’è nulla di meglio di un caffè (a 0,80 cent. IMPERDIBILE A MILANO) da Caffetteria Marchesi, sempre in Corso Magenta a pochi passi dal Monastero. Non si può non notare la finezza dei camerieri, in tenuta da lavoro, e le tazzine dalla forma particolare. Donne impellicciate e piene di pacchetti ci circondano e chiacchierano del più e del meno. Cambiamo stile, cambiamo stato e pranziamo da California Bakery in piazza Sant’Eustorgio: si arriva in bici o a piedi, si fa un brunch a base di succo d’arancia, caffè americano illimitato e sandwiches con dentro tutto ciò che si desideri. L’aria è internazionale, lo spirito libero e lo stomaco strapieno! Merita davvero! La sera le possibilità aumentano in maniera esponenziale: dalle cucine più speziate e particolari (tailandese, sushi, arabo, marocchino, cinese, indiano, ecc…) a quelle più tradizionali a base di carne o pesce non importa, il divertimento è assicurato. Scegliete qualcosa di originale per gustare appieno l’apertura di questa città al mondo. Sfruttate ogni possibilità.

Il Milanese di Adozione mi mostra ancora una volta la Madonnina che veglia splendida nel punto più alto della città. Dorata e baciata dal Sole, che spesso non si vede, osserva gli abitanti laboriosi affrettarsi alle proprie occupazioni e i turisti disposti in una lunghissima fila per entrare in un paio di musei.

“Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro. Ma queste seduzioni sono fomite, eccitamento continuo al lavoro, sono l’aria respirabile perché viva la mente; ed il cuore, lungi dal farci torto non serve spesso che a rinvigorirla. Provasi davvero la febbre di fare; in mezzo a cotesta folla briosa, seducente, bella, che ti si aggira attorno, provi il bisogno d’isolarti, assai meglio di come se tu fossi in una solitaria campagna. E la solitudine ti è popolata da tutte le larve affascinanti che ti hanno sorriso per le vie e che son diventate patrimonio della tua mente.” E’ Giovanni Verga a parlare e a manifestare la sua ammirazione. Di certo c’è tanto da imparare da Milano. Alcuni la accusano di essere tetra, ma è l’unico luogo della Penisola ad avere tutto al suo interno. Aspetta solo di essere scoperto.

Dedicato al Milanese di Adozione, che mi fa da Cicerone in questo viaggio, alla scoperta di una città che ama e che io ho cercato di descrivere…almeno un po’.

Francesca Larosa – www.opennews.it

Foto di Marta Casartelli

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