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Gli articoli di crikkus

11 SETTEMBRE 2001, IPOTESI DI COMPLOTTO (seconda parte)

Nei tempi immediatamente successivi alla catastrofe, non si è parlato  molto dell’aereo che ha colpito il pentagono. È ragionevole, se si pensa alle dimensioni  della catastrofe del World  Trade Center. Ma a distanza di tempo, i dubbi hanno assalito molti analisti. L’attentatore che guidava il presunto Boing, come si seppe in seguito, non era un pilota esperto. Era un principiante, un allievo pilota. Ma, nemmeno un pilota espertissimo sarebbe riuscito a centrare un edificio alto appena 20 metri con un 757. Loro, sostengono che sia un aereo. Ai più, l’oggetto che si vede, sembra assolutamente  irriconoscibile, il che suscita altri sospetti. Possibile che nessuna delle telecamere piazzate vicino al pentagono, l’edificio più sorvegliato del mondo, abbia ripreso nulla?

Altri strani eventi riferiti alla dinamica dell’undici settembre, riguardano proprio la dinamica del crollo delle Twin Towers . Le autorità parlano di un collasso dovuto al propagarsi di un incendio in seguito alla collisione degli aerei. Alcuni studi hanno evidenziato come un crollo, in seguito ad un incendio, sia molto lento. La maggior parte della struttura resta intatta! Invece, dal momento del cedimento di uno dei piani superiori, le Twin Towers vennero giù in meno di 9 secondi. È quanto meno sorprendente e per i teorici del complotto, la spiegazione di tutto si ottiene osservando alcuni sbuffi di fumo.

Studiando attentamente i filmati che riprendono il crollo così rapido delle Twin Towers, anche i meno esperti, notano come il collasso dei grattacieli segua una dinamica molto simile a quella delle demolizioni controllate. I teorici del complotto, analizzano a fondo la faccenda ed effettivamente, si nota che le torri vengono giù piano per piano, perfettamente in verticale e senza dare l’impressione di un crollo incontrollato. Dai livelli sottostanti ancora intatti, escono dei piccoli sbuffi di fumo. Sbuffi di fumo che non si verificano mai in caso di crolli accidentali, ma che si osservano però in ogni caso di demolizione controllata. Sbuffi di fumo che sarebbero frutto della detonazione della dinamite attaccata alle colonne portanti degli edifici. La cosa sorprendete è che i  giornalisti che seguivano in diretta, momento per momento il crollo delle torri, parlavano continuamente di fortissime esplosioni.

In tutto quello che accadde l’undici settembre, la cosa più inquietante forse, riguarda proprio ciò che non accadde. Il giornalista Barrie Zwicker spiega che esistono delle procedure standard da attuare in caso i voli commerciali spariscano dai radar o cambino senza preavviso la loro rotta. Queste procedure hanno bisogno di pochi minuti per essere messe in atto. Ma l’undici settembre, nessun caccia am

ericano si alzò in volo nonostante l’esercito fosse stato avvertito dell’emergenza. Questa anomali, può essere spiegata dal fatto che quel giorno, ci furono molte simulazioni di dirottamento e i caccia, non sapevano distinguere l’emergenze reali da quelle simulate. Eppure, c’è un intercettazione in cui, agli organi militari, viene spiegato esplicitamente che la chiamata per gli aerei dirottati, non è un esercitazione.

A sostenere la teoria che l’intervento dell’esercito non fu tempestivo perché così vollero l

e alte sfere militari e del governo, ci sono alcune controverse testimonianze. Nel gennaio 2001, all’agente di Chicago Robert Wright, fu bloccata un’indagine terroristica durata tre anni. Tre mesi dopo Wright accusò l’FBI di non essere minimamente interessata a  sventare un attacco terroristico, ma solo a raccogliere prove per sapere chi arrestare quando un attacco terroristico sarebbe avvenuto e mentre lavorava all’ufficio traduzione dell’FBI dopo l’undici settembre, Sibel Edmonds scoprì prove di un’estesa corruzione interna, per coprire informazioni sul giorno dell’attentato. Il dipartimento di giustizia, guidato da John Ashcroft, la obbligò al silenzio.

Se l’attentato alle torri gemelle non è stato un complotto di cui era a conoscenza la casa bianca, perché il presidente degli Stati Uniti, quando venne informato del disastro sembrava aspettarselo? In Firenight 9-11” di Michael Moore, c’è una testimonianza straordinaria. In un video amatoriale girato in una scuola, si vede il presidente Bush che legge una favola di fronte a una classe di bambini. La telecamera lo sta inquadrando quando gli si avvicina uno dei suoi uomini informandolo dell’accaduto con poche  telegrafiche parole. Bush continua a leggere la favola come se nulla fosse successo. Il presidente seppe gestire a perfezione la tensione del momento o forse sapeva già tutto? Ci sono dei documenti scottanti che sembrano appoggiare questa teoria.

La teoria del complotto dell’undici settembre sembra avere anche delle cause politiche. Quando Bush entrò in carica nel 2000, portò con se il suo vice Dick Cheney, il segretario della difesa Donald Rumsfeld e il suo vice Paul Wolfowitz. Quest’ultimo, era il principale promotore di un movimento neo-conservatore. Nella sua bozza di strategia per la sicurezza nazionale, Wolfowitz prevedeva che gli Stati Uniti aumentassero sensibilmente gli stanziamenti per i fondi dell’esercito e fossero disposti a usare la forza militare unilateralmente con o senza alleati. Inoltre, propose di adottare una politica estera più aggressiva che permettesse al paese di attaccare preventivamente nel mondo. Anche eliminare paesi come l’Iraq faceva parte di questo grande progetto, ma persino questi neo-conservatori sapevano che una proposta del genere avrebbe trovato l’opposizione dell’opinione pubblica, almeno che, citando le loro parole, “non ci sia un altro evento catastrofico e catalizzante come Pearl Harbor”. Un anno dopo, quell’evento arrivò, era L’UNDICI SETTEMBRE 2001.

Le molte informazioni tese ad affossare la versione ufficiale di ciò che accadde l’undici settembre suscitano molti dubbi ma non provano cosa sia successo veramente. Il fatto che i nastri della sorveglianza del momento dell’impatto col pentagono siano stati confiscati come quelli della torre di controllo, suscita ancora più sospetti e sembra essere un ulteriore prova che alte sfere del governo non vogliano si sappia cos’è successo. Si sa invece, che il Patriot Act è stato approvato e toglie molte libertà civili non solo agli americani. L’invasione dell’Afghanistan ha fatto ottenere all’America il passaggio per i condotti di greggio e gas per un valore di 1000 MILIARDI DI DOLLARI dal Mar Caspio all’Oceano Indiano, l’Halliburton di Cheney , ha ottenuto contratti per appoggiare le truppe nella distruzione dell’Iraq e per la ricostruzione. I neo-conservatori hanno ottenuto l’invasione dell’Iraq e un cambio di governo. Alla domanda “chi ha guadagnato dall’undici settembre quindi”, una risposta, sembra esserci.

Come abbiamo raccontato, i dubbi su ciò che accadde in quella fatidica mattina in America sono tantissimi e ancora adesso in molti continuano a lavorare per riscattare le vittime e per tentare di prevenire altre morti. Le vittime dell’undici settembre infatti, non sono solo quelle che si trovavano nelle torri o negli aerei dirottati. L’undici settembre continua a fare i suoi morti anche oggi nelle guerre che in nome di quel giorno si sono scatenate. Vittime, sono anche i newyorkesi che si sono ammalati perché in seguito ai crolli, all’ente governativo che doveva dire ai cittadini “attenti, l’inquinamento è alto”, fu imposto di dire “state tranquilli”, per non scatenare il panico. Nell’aria intanto, si diffondevano sostanze tossiche emesse dai detriti. Questo brano, è dedicato a tutte le vittime dell’undici settembre, cittadini ignari di eventuali disegni politici, vittime di una follia omicida di cui ancora oggi, sembra non sapersi l’origine.

Matteo Cricco

(Michele Diomiaiuti)

11 SETTEMBRE 2001, IPOTESI DI COMPLOTTO (prima parte)

Sei anni fa, in pochi minuti, la nostra visione della vita cambiò drasticamente. Televisioni e radio, ci informarono che il pianeta, nel quale vivevamo, da quel momento non sarebbe stato più lo stesso. Il cuore degli Stati Uniti d’America, era stato attaccato da un misterioso nemico. Real Trust realizza una visione di fatti differente da quella ufficiale. Basandoci su alcune fonti, fra cui il documentario-film “Firenight 9-11” di Michael Moore e il controverso reportage “Confronting in the evidence” diffuso gratuitamente  dal suo produttore.

Nei giorni che ci separano da quell’apocalittico 11 settembre, tutti gli organi di informazione ufficiali e alcuni gruppi di analisti di tutto il mondo, hanno continuato a occuparsi di quella che è stata una delle più sconcertanti tragedie di tutti i tempi. In tutto il pianeta sono state commemorate le vittime, ma contemporaneamente, hanno continuato ad infiammarsi le polemiche riguardo a cosa sia veramente accaduto quel giorno. Le ipotesi sono molte: c’è chi crede che la tragedia sia stato frutto di un attentato scellerato. Altri, sono certi che i fatti dell’undici settembre siano stati frutto di un complotto. Probabilmente, si tratta di un enigma destinato a restare irrisolto ancora a lungo.

11 settembre 2001, a New York sono le 8.46 quando un aereo di linea colpisce in pieno la torre nord del World  Train Center. Alle 9.03 il volo United Air Lines 175, si schianta contro la torre sud. Passano 34 minuti e un altro aereo di linea precipita sul pentagono. Alle 10.03 il volo United Air Lines  93 si schianta al suolo in Pensilvania. Quel maledetto mercoledì in America, non si verificò una tragedia paragonabile ad altri attentati o a calamità naturali ma venne colpito al cuore il sogno americano. L’immagine di una nazione e di una società all’apparenza indistruttibile , sparì drasticamente. Per qualcuno però, quell’undici settembre ha rappresentato il riscatto, la rivincita contro un paese che ha imposto la sua visione ovunque. A pensarla così potrebbe essere stato proprio il principale indiziato dell’attentato e cioè, Osama Bin Laden.ATTACK TRADECENTER

Provare a comprendere le cause dell’undici settembre significa imbattersi in un labirinto di ipotesi contrastanti. Certamente però, molti sospetti possono essere suscitati da una certa politica americana che nella storia pare avere utilizzato dittatori e tiranni stranieri per conseguire i propri scopo al di fuori dei confini statunitensi. Come sostiene il regista Michael Moore, la casa bianca investì su Bin Laden non molti anni fa. Nel 1979, dopo aver studiato ad Oxford, in Inghilterra, Osama Bin Laden è diventato guerrigliero in Afghanistan dalla parte del fondamentalismo islamico, in lotta contro il regime filo sovietico. All’epoca l’obiettivo era dargli un potere armato affinché combattesse l’unione sovietica, ma gli sviluppi, erano imprevedibili. Forse!

Il regista Michael Moore sostiene che gli Stati Uniti negl’anni 80, istruirono Bin Laden considerandolo un arma da scagliare contro l’unione sovietica e quando nel 1989 il muro di Berlino cadde e la guerra fredda ebbe fine, Bin Laden non dimenticò quanto gli era stato insegnato ed era pronto ad entrare in azione. Era un fondamentalista islamico e fu tra i firmatari di un proclama in cui dichiarava guerra aperta agli Stati Uniti e a tutto l’occidente. Secondo quest’ipotesi, l’America, avrebbe allevato il proprio carnefice in seno a se stessa. È curioso poi notare che mentre Osama combatteva, la sua famiglia faceva affari con i Bush, affari che sono andati avanti fino a due mesi dopo l’undici  settembre.

Dopo la tragedia dell’undici settembre, il terrorista Bin Laden in un primo momento, negò il suo coinvolgimento ma poi rivendicò l’attentato. Il suo volto continuava ad apparire nelle tv di tutto il mondo. Era stato ripreso con un kalashnikov vicino a se; per il suo aspetto, sembrava il simbolo del demonio, della personalità oscura che aveva umiliato l’occidente. Bin Laden, era adatto al ruolo, solo che Osama, che figura tra i most wanted della sicurezza nazionale, viene ricercato per molti capi d’accusa tranne che per l’attacco dell’undici settembre.

Molti degli interrogativi nati dopo l’undici settembre, riguardano proprio la dinamica del crollo delle torri. In particolare del crollo dell’edificio 7. Aveva 47 piani e una struttura di acciaio. Non fu colpito da nessun aereo e si trovava abbastanza distante dalle due torri, eppure, si sgretolò su se stesso. Secondo l’amministrazione Bush, fu disintegrato da un incendio, ma questa tesi è poco credibile. Alle 15, l’incendi visibili dentro l’edificio, sembrano semplici focolai molto piccoli che avrebbero potuto essere spenti pure dal sistema antincendio. Eppure, alle 17.30, dopo appena due ore, l’edifico crolla. Perché?

Ah proposito degli episodi riferiti al crollo dell’edificio 7, il direttore di Fire Ingeniering, Bill Menning, dichiara di essere stato chiamato dal comandante dei pompieri allarmato perché in tutta quella confusione non sapeva se sarebbe riuscito a controllare l’incendio, nonostante questo fosse piuttosto piccolo. E allora, i due convennero che era preferibile far venir giù l’edificio. Significa forse che l’hanno demolito? Ma per pianificare una demolizione ci vogliono due settimane. Una squadra, era stata allertate così tanto tempo prima dell’undici settembre? Di certo, c’è che dopo 7 mesi di indagini il governo americano ha dichiarato di non avere alcuna idea di perché il 7 sia crollato.

I lati oscuri a proposito dei fatti dell’undici settembre, riguardano anche quanto che è accaduto al pentagono. Le versioni ufficiali, parlano di un Boing 757 che ha colpito un muro esterno di un edificio. Ma ci sono alcune incongruenze. Il pentagono mostra pochi danni, per lo più è intatto! Inoltre, da alcune foto satellitari si nota che il buco è troppo piccolo per essere stato causato da un 757 e non ci sono documenti fotografici di parti di aereo intorno al pentagono, nulla! Un 757 è enorme, un suo schianto produrrebbe tonnellate di rottami di cui però, non c’è traccia. Poi un 757 è largo 38 metri, il foro sul pentagono non ne misura neanche 20. Com’è possibile?

Matteo Cricco

 

(Michele Diomiaiuti)

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