“Avatar, il film che rivoluzionerà la storia del cinema”. Così veniva definito il nuovo lavoro di James Cameroon alla vigilia dell’uscita nelle sale cinematografiche. Cosa aspettarsi dunque,una trama innovativa, nuovi scenari e una nuova grafica? Certo è che al botteghino ha superato tutte le aspettative piazzandosi al primo posto tra i film più visti con un incasso complessivo di circa 2 miliardi di dollari. Un successo già vissuto dal regista col pluripremiato Titanic, vincitore di ben 11 premi oscar. Ma cosa c’è di tanto speciale in avatar? La trama non è una novità: siamo nel 2154, su Pandora, un gigantesco pianeta del sistema stellare alpha centauri. Dominato dalla vegetazione e abitato dai Na Vi ( umanoidi dalla pelle blu) , Pandora possiede nel sottosuolo un minerale preziosissimo, l’ unobtanium, che si rivela essere l’ unica soluzione per i problemi energetici che da decenni ormai affliggono la terra. La RDA, una compagnia interplanetaria terrestre decisa ad impadronirsi del minerale a costo di cacciare i Na Vi, “ inventa” gli avatar, esseri col corpo dei Na Vi ma dotati delle funzioni vitali di un umano. Solo un avatar riuscirà a conquistare la piena fiducia della popolazione, entrando a far parte attivamente della comunità e riuscendo a scoprire usi e abitudini: il protagonista Jake Sully,un ex militare invalido, assoldato direttamente dalla compagnia al fine di conoscere meglio il nemico. Presto Jake si renderà conto della barbaria umana e, spinto anche dall’ amore per Neytiri ( la Na vi di cui si è innamorato), decide di tradire la sua razza combattendo a fianco dei Na vi.
Ciò che colpisce maggiormente in avatar è il mix esplosivo tra trama e grafica, tra valore morale ed effetti speciali. Arrivati al 2010 ci si proietta nel futuro, un futuro in cui l’ uomo ha scoperto e vede da vicino un altro pianeta. E’ un futuro in cui sulla terra non c’è più vegetazione, in cui le risorse energetiche sono quasi completamente esaurite ma in compenso esistono i robot ed è presente un dominio della tecnologia palmare. Nonostante lo sviluppo scientifico però, l’ arroganza del genere umano è rimasta invariata: giustificare la guerra con le armi per la ricchezza e il potere è infatti una costante non solo per i film, ma anche per la storia. Basti pensare alla conquista dell’America: gli europei non hanno sterminato intere popolazioni per l’oro? La convinzione di essere superiori è purtroppo un dato reale che ha caratterizzato e caratterizzerà ancora secoli di storia, un elemento intrinseco nel DNA umano. Il protagonista, un militare invalido costretto su una sedia a rotelle è l’elemento che lega questi due mondi, così diversi tra loro. “ E’ la storia semplice e assoluta, sovraumana e morale di un piccolo grande uomo”, che ha scelto il giusto, che ha rischiato la sua identità per i propri valori,. Ma ciò che decreta l’ innovazione del film è la grafica, accompagnata da effetti speciali “sconvolgenti” infatti, lo stesso regista ha concepito l’intero in 3d sostenendo che così ”si avrebbe un esperienza più completa”. L’ avvio alla terza dimensione non è certamente una novità ma su questa pellicola ha sicuramente un effetto valorizzatore alla massima potenza.
La storia è piena di valori tradizionali, inseriti in un contesto nuovo, dove non c’è né consumismo, né moda. Dove non ci sono star sul tappeto rosso, dove non si dà importanza ai vestiti o all’ apparenza. Laggiù contano solo l’ anima di un essere, e la dimensione spirituale degli elementi. I Na vi apprezzano il mondo in cui vivono per quello che è e non per quello che potrebbe essere. E questo è il messaggio più importante. E poi una cosa è certa: dopo aver visto un film di fantascienza come questo, non si può vederne un altro e restare colpiti. Forse l’ innovazione è proprio questa..
Martina Zingaretti
