Nei tempi immediatamente successivi alla catastrofe, non si è parlato molto dell’aereo che ha colpito il pentagono. È ragionevole, se si pensa alle dimensioni della catastrofe del World Trade Center. Ma a distanza di tempo, i dubbi hanno assalito molti analisti. L’attentatore che guidava il presunto Boing, come si seppe in seguito, non era un pilota esperto. Era un principiante, un allievo pilota. Ma, nemmeno un pilota espertissimo sarebbe riuscito a centrare un edificio alto appena 20 metri con un 757. Loro, sostengono che sia un aereo. Ai più, l’oggetto che si vede, sembra assolutamente irriconoscibile, il che suscita altri sospetti. Possibile che nessuna delle telecamere piazzate vicino al pentagono, l’edificio più sorvegliato del mondo, abbia ripreso nulla?
Altri strani eventi riferiti alla dinamica dell’undici settembre, riguardano proprio la dinamica del crollo delle Twin Towers . Le autorità parlano di un collasso dovuto al propagarsi di un incendio in seguito alla collisione degli aerei. Alcuni studi hanno evidenziato come un crollo, in seguito ad un incendio, sia molto lento. La maggior parte della struttura resta intatta! Invece, dal momento del cedimento di uno dei piani superiori, le Twin Towers vennero giù in meno di 9 secondi. È quanto meno sorprendente e per i teorici del complotto, la spiegazione di tutto si ottiene osservando alcuni sbuffi di fumo.
Studiando attentamente i filmati che riprendono il crollo così rapido delle Twin Towers, anche i meno esperti, notano come il collasso dei grattacieli segua una dinamica molto simile a quella delle demolizioni controllate. I teorici del complotto, analizzano a fondo la faccenda ed effettivamente, si nota che le torri vengono giù piano per piano, perfettamente in verticale e senza dare l’impressione di un crollo incontrollato. Dai livelli sottostanti ancora intatti, escono dei piccoli sbuffi di fumo. Sbuffi di fumo che non si verificano mai in caso di crolli accidentali, ma che si osservano però in ogni caso di demolizione controllata. Sbuffi di fumo che sarebbero frutto della detonazione della dinamite attaccata alle colonne portanti degli edifici. La cosa sorprendete è che i giornalisti che seguivano in diretta, momento per momento il crollo delle torri, parlavano continuamente di fortissime esplosioni.
In tutto quello che accadde l’undici settembre, la cosa più inquietante forse, riguarda proprio ciò che non accadde. Il giornalista Barrie Zwicker spiega che esistono delle procedure standard da attuare in caso i voli commerciali spariscano dai radar o cambino senza preavviso la loro rotta. Queste procedure hanno bisogno di pochi minuti per essere messe in atto. Ma l’undici settembre, nessun caccia am

ericano si alzò in volo nonostante l’esercito fosse stato avvertito dell’emergenza. Questa anomali, può essere spiegata dal fatto che quel giorno, ci furono molte simulazioni di dirottamento e i caccia, non sapevano distinguere l’emergenze reali da quelle simulate. Eppure, c’è un intercettazione in cui, agli organi militari, viene spiegato esplicitamente che la chiamata per gli aerei dirottati, non è un esercitazione.
A sostenere la teoria che l’intervento dell’esercito non fu tempestivo perché così vollero l
e alte sfere militari e del governo, ci sono alcune controverse testimonianze. Nel gennaio 2001, all’agente di Chicago Robert Wright, fu bloccata un’indagine terroristica durata tre anni. Tre mesi dopo Wright accusò l’FBI di non essere minimamente interessata a sventare un attacco terroristico, ma solo a raccogliere prove per sapere chi arrestare quando un attacco terroristico sarebbe avvenuto e mentre lavorava all’ufficio traduzione dell’FBI dopo l’undici settembre, Sibel Edmonds scoprì prove di un’estesa corruzione interna, per coprire informazioni sul giorno dell’attentato. Il dipartimento di giustizia, guidato da John Ashcroft, la obbligò al silenzio.
Se l’attentato alle torri gemelle non è stato un complotto di cui era a conoscenza la casa bianca, perché il presidente degli Stati Uniti, quando venne informato del disastro sembrava aspettarselo? In Firenight 9-11” di Michael Moore, c’è una testimonianza straordinaria. In un video amatoriale girato in una scuola, si vede il presidente Bush che legge una favola di fronte a una classe di bambini. La telecamera lo sta inquadrando quando gli si avvicina uno dei suoi uomini informandolo dell’accaduto con poche telegrafiche parole. Bush continua a leggere la favola come se nulla fosse successo. Il presidente seppe gestire a perfezione la tensione del momento o forse sapeva già tutto? Ci sono dei documenti scottanti che sembrano appoggiare questa teoria.
La teoria del complotto dell’undici settembre sembra avere anche delle cause politiche. Quando Bush entrò in carica nel 2000, portò con se il suo vice Dick Cheney, il segretario della difesa Donald Rumsfeld e il suo vice Paul Wolfowitz. Quest’ultimo, era il principale promotore di un movimento neo-conservatore. Nella sua bozza di strategia per la sicurezza nazionale, Wolfowitz prevedeva che gli Stati Uniti aumentassero sensibilmente gli stanziamenti per i fondi dell’esercito e fossero disposti a usare la forza militare unilateralmente con o senza alleati. Inoltre, propose di adottare una politica estera più aggressiva che permettesse al paese di attaccare preventivamente nel mondo. Anche eliminare paesi come l’Iraq faceva parte di questo grande progetto, ma persino questi neo-conservatori sapevano che una proposta del genere avrebbe trovato l’opposizione dell’opinione pubblica, almeno che, citando le loro parole, “non ci sia un altro evento catastrofico e catalizzante come Pearl Harbor”. Un anno dopo, quell’evento arrivò, era L’UNDICI SETTEMBRE 2001.
Le molte informazioni tese ad affossare la versione ufficiale di ciò che accadde l’undici settembre suscitano molti dubbi ma non provano cosa sia successo veramente. Il fatto che i nastri della sorveglianza del momento dell’impatto col pentagono siano stati confiscati come quelli della torre di controllo, suscita ancora più sospetti e sembra essere un ulteriore prova che alte sfere del governo non vogliano si sappia cos’è successo. Si sa invece, che il Patriot Act è stato approvato e toglie molte libertà civili non solo agli americani. L’invasione dell’Afghanistan ha fatto ottenere all’America il passaggio per i condotti di greggio e gas per un valore di 1000 MILIARDI DI DOLLARI dal Mar Caspio all’Oceano Indiano, l’Halliburton di Cheney , ha ottenuto contratti per appoggiare le truppe nella distruzione dell’Iraq e per la ricostruzione. I neo-conservatori hanno ottenuto l’invasione dell’Iraq e un cambio di governo. Alla domanda “chi ha guadagnato dall’undici settembre quindi”, una risposta, sembra esserci.
Come abbiamo raccontato, i dubbi su ciò che accadde in quella fatidica mattina in America sono tantissimi e ancora adesso in molti continuano a lavorare per riscattare le vittime e per tentare di prevenire altre morti. Le vittime dell’undici settembre infatti, non sono solo quelle che si trovavano nelle torri o negli aerei dirottati. L’undici settembre continua a fare i suoi morti anche oggi nelle guerre che in nome di quel giorno si sono scatenate. Vittime, sono anche i newyorkesi che si sono ammalati perché in seguito ai crolli, all’ente governativo che doveva dire ai cittadini “attenti, l’inquinamento è alto”, fu imposto di dire “state tranquilli”, per non scatenare il panico. Nell’aria intanto, si diffondevano sostanze tossiche emesse dai detriti. Questo brano, è dedicato a tutte le vittime dell’undici settembre, cittadini ignari di eventuali disegni politici, vittime di una follia omicida di cui ancora oggi, sembra non sapersi l’origine.
Matteo Cricco
(Michele Diomiaiuti)
