11 SETTEMBRE 2001, IPOTESI DI COMPLOTTO (prima parte)

Sei anni fa, in pochi minuti, la nostra visione della vita cambiò drasticamente. Televisioni e radio, ci informarono che il pianeta, nel quale vivevamo, da quel momento non sarebbe stato più lo stesso. Il cuore degli Stati Uniti d’America, era stato attaccato da un misterioso nemico. Real Trust realizza una visione di fatti differente da quella ufficiale. Basandoci su alcune fonti, fra cui il documentario-film “Firenight 9-11” di Michael Moore e il controverso reportage “Confronting in the evidence” diffuso gratuitamente  dal suo produttore.

Nei giorni che ci separano da quell’apocalittico 11 settembre, tutti gli organi di informazione ufficiali e alcuni gruppi di analisti di tutto il mondo, hanno continuato a occuparsi di quella che è stata una delle più sconcertanti tragedie di tutti i tempi. In tutto il pianeta sono state commemorate le vittime, ma contemporaneamente, hanno continuato ad infiammarsi le polemiche riguardo a cosa sia veramente accaduto quel giorno. Le ipotesi sono molte: c’è chi crede che la tragedia sia stato frutto di un attentato scellerato. Altri, sono certi che i fatti dell’undici settembre siano stati frutto di un complotto. Probabilmente, si tratta di un enigma destinato a restare irrisolto ancora a lungo.

11 settembre 2001, a New York sono le 8.46 quando un aereo di linea colpisce in pieno la torre nord del World  Train Center. Alle 9.03 il volo United Air Lines 175, si schianta contro la torre sud. Passano 34 minuti e un altro aereo di linea precipita sul pentagono. Alle 10.03 il volo United Air Lines  93 si schianta al suolo in Pensilvania. Quel maledetto mercoledì in America, non si verificò una tragedia paragonabile ad altri attentati o a calamità naturali ma venne colpito al cuore il sogno americano. L’immagine di una nazione e di una società all’apparenza indistruttibile , sparì drasticamente. Per qualcuno però, quell’undici settembre ha rappresentato il riscatto, la rivincita contro un paese che ha imposto la sua visione ovunque. A pensarla così potrebbe essere stato proprio il principale indiziato dell’attentato e cioè, Osama Bin Laden.ATTACK TRADECENTER

Provare a comprendere le cause dell’undici settembre significa imbattersi in un labirinto di ipotesi contrastanti. Certamente però, molti sospetti possono essere suscitati da una certa politica americana che nella storia pare avere utilizzato dittatori e tiranni stranieri per conseguire i propri scopo al di fuori dei confini statunitensi. Come sostiene il regista Michael Moore, la casa bianca investì su Bin Laden non molti anni fa. Nel 1979, dopo aver studiato ad Oxford, in Inghilterra, Osama Bin Laden è diventato guerrigliero in Afghanistan dalla parte del fondamentalismo islamico, in lotta contro il regime filo sovietico. All’epoca l’obiettivo era dargli un potere armato affinché combattesse l’unione sovietica, ma gli sviluppi, erano imprevedibili. Forse!

Il regista Michael Moore sostiene che gli Stati Uniti negl’anni 80, istruirono Bin Laden considerandolo un arma da scagliare contro l’unione sovietica e quando nel 1989 il muro di Berlino cadde e la guerra fredda ebbe fine, Bin Laden non dimenticò quanto gli era stato insegnato ed era pronto ad entrare in azione. Era un fondamentalista islamico e fu tra i firmatari di un proclama in cui dichiarava guerra aperta agli Stati Uniti e a tutto l’occidente. Secondo quest’ipotesi, l’America, avrebbe allevato il proprio carnefice in seno a se stessa. È curioso poi notare che mentre Osama combatteva, la sua famiglia faceva affari con i Bush, affari che sono andati avanti fino a due mesi dopo l’undici  settembre.

Dopo la tragedia dell’undici settembre, il terrorista Bin Laden in un primo momento, negò il suo coinvolgimento ma poi rivendicò l’attentato. Il suo volto continuava ad apparire nelle tv di tutto il mondo. Era stato ripreso con un kalashnikov vicino a se; per il suo aspetto, sembrava il simbolo del demonio, della personalità oscura che aveva umiliato l’occidente. Bin Laden, era adatto al ruolo, solo che Osama, che figura tra i most wanted della sicurezza nazionale, viene ricercato per molti capi d’accusa tranne che per l’attacco dell’undici settembre.

Molti degli interrogativi nati dopo l’undici settembre, riguardano proprio la dinamica del crollo delle torri. In particolare del crollo dell’edificio 7. Aveva 47 piani e una struttura di acciaio. Non fu colpito da nessun aereo e si trovava abbastanza distante dalle due torri, eppure, si sgretolò su se stesso. Secondo l’amministrazione Bush, fu disintegrato da un incendio, ma questa tesi è poco credibile. Alle 15, l’incendi visibili dentro l’edificio, sembrano semplici focolai molto piccoli che avrebbero potuto essere spenti pure dal sistema antincendio. Eppure, alle 17.30, dopo appena due ore, l’edifico crolla. Perché?

Ah proposito degli episodi riferiti al crollo dell’edificio 7, il direttore di Fire Ingeniering, Bill Menning, dichiara di essere stato chiamato dal comandante dei pompieri allarmato perché in tutta quella confusione non sapeva se sarebbe riuscito a controllare l’incendio, nonostante questo fosse piuttosto piccolo. E allora, i due convennero che era preferibile far venir giù l’edificio. Significa forse che l’hanno demolito? Ma per pianificare una demolizione ci vogliono due settimane. Una squadra, era stata allertate così tanto tempo prima dell’undici settembre? Di certo, c’è che dopo 7 mesi di indagini il governo americano ha dichiarato di non avere alcuna idea di perché il 7 sia crollato.

I lati oscuri a proposito dei fatti dell’undici settembre, riguardano anche quanto che è accaduto al pentagono. Le versioni ufficiali, parlano di un Boing 757 che ha colpito un muro esterno di un edificio. Ma ci sono alcune incongruenze. Il pentagono mostra pochi danni, per lo più è intatto! Inoltre, da alcune foto satellitari si nota che il buco è troppo piccolo per essere stato causato da un 757 e non ci sono documenti fotografici di parti di aereo intorno al pentagono, nulla! Un 757 è enorme, un suo schianto produrrebbe tonnellate di rottami di cui però, non c’è traccia. Poi un 757 è largo 38 metri, il foro sul pentagono non ne misura neanche 20. Com’è possibile?

Matteo Cricco

 

(Michele Diomiaiuti)

URL breve: http://www.opennews.it/?p=793

3 Commenti per “11 SETTEMBRE 2001, IPOTESI DI COMPLOTTO (prima parte)”

  1. Dobbiamo stare attenti a condannare una parte nell’incertezza. Una verità del genere avrebbe portata tale da cambiare il mondo da come lo conosciamo. In ogni caso, temo che il tempo che è passato e continua a passare spazzerà ogni possibile prova che getti luce sul tragico evento.

  2. sergio badano

    io credo che sia stata l’america a fare tutto l’11 settembre, perche le ragioni di stato sono più importanti delle vite umane, inoltre cosa è stato, ormai l’abbiamo quasi dimenticato.
    Ciò che vedo grave e che fa paura è il fatto che nessun uomo politico del mondo ha il corraggio di fare questa domanda all’ONU, tutti inchinati all’amico americano che piano piano distrugge il pianeta e l’umanità in nome del denaro e del potere, ma chi sono questi che forse vivranno quando tutto non ci sarà più?

  3. Michael

    Io spero davvero che nessuno sia stato così scellerato da progettare un simile complotto interno..

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