Ogni tanto tornano, e la tensione è sempre la stessa. Anatolj Karpov e Garry Kasparov, due nomi che potrebbero dire poco a molti, ma ben noti agli amanti di uno dei giochi piu complessi ed affascinanti mai ideati dall’uomo. I due scacchisti, russi, sono stati i campioni del mondo indiscussi dal 1975 al 2000 e, proprio 25 anni fa, parteciparono ad uno scontro memorabile fra di loro. Uno scontro durato 48 partite consecutive senza vinto nè vincitore. Si trattava di uno scontro emozionante per gli scacchisti, ma anche un faccia a faccia ideologico fra il protetto del regime sovietico Karpov ed il ribelle di madre armena, Kasparov, sostenitore della perestroijka di Gorbacev. Teatro dell’Opera di Valencia, adesso: i campioni tornano per sfidarsi, in un revival della sfida di 25 anni fa che promette scintille. Primo dei fan ad osservare la partita è il sindaco di Valencia, insieme ad altri 10 milioni di appassionati che seguono il tutto via internet. Tutti e due hanno lavorato nelle ultime settimane giocando contro il computer, con stili diversi: Kasparov è più rilassato, Karpov concentrato ed un po deluso: non ama giocare col bianco.
“Le prime 17 mosse le abbiamo già viste, tra due scacchisti di media forza”, spiega Adolivio Capece, direttore di Italia scacchistica. Kasparov lo sorprende alla ventesima mossa, regalando un pedone. Karpov va nel pallone compie un errore quasi da principiante. Porta il cavallo in attacco e non si rende conto che una serie di cambi permette a Garry di guadagnare una Torre per un Alfiere alla ventiduesima mossa. Un vantaggio decisivo per giocatori di questo livello. Karpov si alza, Kasparov si gode l’1 a 0, ma la sfida non è ancora finita.
Niccolò Ferragamo
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