Umanamente, è triste vedere calciatori pagati cifre astronomiche mentre piu di due miliardi di persone vivono con meno di due dollari al mese. Non posso negare di provare un leggero disgusto per questo. Ma è la legge della domanda e dell’offerta. Il calcio è uno sport seguito, con un businiss generato di dimensioni colossali. I calciatori di alto livello sono relativamente pochi, la loro richiesta altissima: ecco spiegati gli stipendi. Un muratore fa un lavoro sicuramente piu faticoso di un calciatore per una frazione ridicola del suo compenso. Ma mentre un singolo muratore fa girare l’economia in modo limitato, i giocatori ad alto livello hanno un seguito di centinaia di migliaia di tifosi, con tutto ciò che ne deriva: abbonamenti allo stadio, a sky, pubblicità, sponsor!
E’ paradossale, ma il libero mercato ci dice , se i calciatori sono pagati così tanto di aumentare la loro offerta: “se credi di essere bravo, gioca a pallone!”.
Un possibile intervento in materia potrebbe essere, da parte dello Stato, l’aumento della tassazione sugli stipendi dei calciatori oltre un certo livello. La legge della domanda e dell’offerta prevede un calo dell’offerta non appena viene introdotta una nuova tassa: in questo caso, meno persone che desiderano intraprendere la carriera calcistica. Ma nel caso specifico l’effetto sarebbe estremamente limitato. Credete davvero che una persona sarebbe meno spronata a fare il calciatore se le sue prospettive di guadagno calassero da 60 a 30 milioni all’anno? Dubito altamente. Come direbbe un economista, la curva dell’offerta in questo caso è molto inelastica. Se è così semplice, perchè non farlo subito? Purtroppo c’è l’inghippo: l’estero. Se tassiamo qualcosa in Italia e all’estero ciò non accade, chi è tassato va via. Ed ecco che gran parte del business calcistico si sposterebbe fuori Italia. Un tifoso ne soffrirebbe sicuramente, ma un non tifoso potrebbe dire “e chi se ne frega!“. Ok, chi se ne frega. Addio champions, addio tribune affollate, ma anche addio a tutti gli annessi e connessi! Addio pubblicità, addio panini venduti fuori dallo stadio, addio magliette, addio giornalismo, addio sponsor. L’effetto sarebbe molto grave anche per il “non tifoso”, il cui paese si troverebbe immediatamente con piu disoccupati e meno entrate.
Tutto questo per dire che non è semplice intervenire nel mercato. Le piu piccole modifiche possono provocare effetti inaspettati e spesso ben piu gravi dei problemi che si volevano risolvere. Così, tagliare (metaforicamente) le gambe ai calciatori, provocherebbe grossi guai. L’unica soluzione sarebbe far alzare le tasse per i calciatori in tutto il mondo. Ma ci pensate voi a convincere tutti?
Niccolò Ferragamo (Ferro, Iron per gli amici)
ipernikko@gmail.com – Iron economy

Credo ci sia poco da fare. Per il momento, mi basta che i nostri campioni restino attaccati alla fiorentina e non cambino lidi! Michele
Beh, effettivamente è un discorso più grande di noi….